Addio al campo base di Lampugnano: il nuovo sarà... al di là della strada
Finito il maxilotto, Strabag smantella la “cittadella” del personale. Chi eseguirà gli ultimi lavori ne installerà un’altra a pochi metri. Intanto, un ricorso rallenta l’iter
La cittadella di container che per otto anni ha ospitato operai, impiegati, tecnici e i minatori (che hanno lavorato h24 alla galleria di Casal di Pari) della Strabag, impegnati a costruire il maxilotto della E78, è oggi un grande spiazzo in smobilitazione. I container nella piana di Lampugnano, usati come alloggi da diverse centinaia di persone, sono stati portati via; al loro posto, tubi da smaltire, grossi massi, bagni chimici e un via vai di camion che, pezzo dopo pezzo, rimuovono quello che dal 2011 è stato il cantiere Alfa, un “pianeta” quasi 8 ettari di terreno, dotato di strade, depuratore, alloggi, uffici, parcheggi per i mezzi e perfino un’elisuperficie.
Un segnale importante, per la Grosseto-Fano, la “Senese”. Segna infatti il completamento di un tratto molto lungo e complicato, oltreché costoso, per raddoppiare dodici chilometri da Lampugnano alla provincia di Siena, compresa la gigantesca opera del viadotto sul Farma e lo scavo di una nuova galleria, a Casal di Pari, con il fuoriprogramma della vecchia galleria che, a un certo punto, ha cominciato a perdere i pezzi (vedi articolo a destra).
Un segnale che, tuttavia, ha sollevato qualche perplessità in paese. Se infatti il maxilotto è quasi completato (galleria e smontaggio del vecchio viadotto sul Farma a parte), Anas è sul punto di far partire i lavori del lotto 4, l’ultimo che manca all’appello nel tratto grossetano.
I 2,838 chilometri di strada ancora da raddoppiare vanno dallo svincolo di Civitella Marittima a Lampugnano, esattamente all’inizio (per chi viene da Grosseto) del maxilotto. Insomma, dal campo base in smobilitazione si può vedere la strada che va ampliata e resa a quattro corsie.
Eppure – e qui si concentrano le perplessità – nonostante i nuovi lavori partiranno proprio da qui, da Lampugnano, la nuova ditta che li eseguirà installerà il suo campo – in questo caso non il campo base ma uno a servizio delle attività di scavo della galleria – da un’altra parte, a poche centinaia di metri dal cantiere Alfa, sul lato opposto della strada. Provenendo da Grosseto, dopo il viadotto sul Lanzo e la galleria, è l’area sulla destra prima della stazione di servizio. Una zona che andrà anche disboscata.
La notizia, che ha cominciato a circolare qualche tempo fa tra gli addetti ai lavori, viene confermata e precisata al Tirreno dall’Anas. La società spiega che il nuovo campo base sarà realizzato alla fine del lotto, lato Grosseto.
A Lampugnano, sul lato opposto della strada rispetto all’attuale campo base in smobilitazione, verrà realizzato un secondo campo, come detto a servizio delle attività di scavo della galleria. Ad ogni modo, non sarà realizzato dove è stato fino ad oggi. Ma, spiega Anas, c’è una ragione.
Il nuovo lotto – che prevede un investimento complessivo di 106 milioni di euro tra lavori, somme a disposizioni per indagini sul terreno, espropri eccetera, e oneri di investimento per la filiera del personale Anas – ha richiesto di indire una nuova gara d’appalto per i lavori.
La gara, da 80 milioni di euro, è stata affidata in via provvisoria poco prima di Natale (il 21 dicembre) alla Rti Carena spa di Genova, che l’ha spuntata per poco più di 54 milioni di euro. Tutto il lavoro preliminare alla gara è iniziato però anni fa, quando il campo base Alfa era operativo per il personale della Strabag. E non era certo prevista una coabitazione tra addetti di ditte diverse. Insomma, una “storia nuova” rispetto ai lavori del maxilotto.
«Non è possibile riutilizzare il campo base del maxilotto in quanto le necessità logistiche e operative sono diverse e specifiche per ogni cantiere, nonché oggetto di distinte procedure approvative», spiega Anas. «Inoltre è onere dell’appaltatore, previsto nel contratto, ripristinare lo stato dei luoghi e restituire le aree provvisoriamente occupate».
Dinamiche comprensibili, per chi è del mestiere. Meno per chi osserva da fuori. Fonti non ufficiali ma vicine all’Anas parlano di un costo di circa 3-4 milioni per costruire e poi smantellare un campo base come l’Alfa. E il nuovo campo base per il lotto 4 quanto costerà? Vista la vicinanza del luogo di lavoro, non era più conveniente sfruttare un campo base già bello e allestito, magari con un accordo tra le ditte che si passano il testimone dei lavori? Tanto più che la proprietà del terreno ha fatto sapere di essere disponibile. Domande che potranno sembrare strampalate agli addetti ai lavori e che probabilmente, quando si è iniziato a lavorare per l’appalto del 4° lotto, non sarebbero neppure sorte, visto che il campo Alfa all’epoca era già occupato. Ma comunque domande che a Civitella si fanno in molti. Anche perché a pagare – si sa come funziona – alla fine dei conti sono i cittadini.
Ad ogni modo, le bocce al momento sono ferme. Alcuni lavori effettuati nell’area tra la galleria e la stazione di servizio, visti fare ultimamente, sono – spiega Anas – attività di indagine ambientale (per eventuali bonifiche da ordigni bellici) e archeologiche propedeutiche ai lavori. Da qui, infatti passerà la strada.
Quando partiranno i lavori non è dato saperlo. Una delle ditte che ha partecipato alla gara d’appalto per il 4º lotto, infatti, ha presentato ricorso. Tutto fermo, dunque, in attesa che i giudici sciolgano la questione. —
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