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Grosseto

la tragedia di follonica 

Sparatoria mortale, parte il processo: «Omicidio premeditato e per futili motivi»

Pierluigi Sposato
Sparatoria mortale, parte il processo: «Omicidio premeditato e per futili motivi»

Sotto accusa padre e figlio e un collaboratore. Devono rispondere anche di aver cercato di uccidere altre due persone

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FOLLONICA. Chiuse le indagini, chiesto il giudizio. Per la sparatoria mortale avvenuta a Follonica il 13 aprile dello scorso anno, il sostituto procuratore Maria Navarro ha chiesto il processo per Raffaele Papa e Antonio Papa, nonché per Dmytro Lazoyar. Il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha fissato l’udienza al 21 marzo: lì si deciderà il destino degli imputati, sia che si proceda con il rito ordinario, sia che venga proposto un rito alternativo, come l’abbreviato.

OMICIDIO

Raffaele Papa, 31 anni, e il padre Antonio, 57, sono imputati in concorso. Secondo la Procura, Raffaele avrebbe agito - con premeditazione e per futili motivi - su istigazione di Antonio (concorso anomalo), uccidendo Salvatore De Simone, 43 anni, muratore: contro di lui in via Matteotti davanti alla rosticceria Da Buono della gestione Papa quel pomeriggio era stato esploso un colpo di pistola, che lo aveva raggiunto al petto e causato la rottura dell’aorta addominale. La morte era sopraggiunta poco dopo, nonostante i soccorsi del 118.

TENTATO OMICIDIO

Padre e figlio, sempre con le medesime modalità (istigatore ed esecutore materiale, in concorso), devono rispondere anche del tentativo di omicidio di altre due persone: Massimiliano De Simone, fratello di Salvatore, 47 anni, proprietario di due paninoteche, e Paola Martinozzi, 56 anni, farmacista, che si trovava per caso a passare in via Matteotti. Sono entrambi ancora in gravi condizioni, il primo perché colpito al torace (da dietro) e alla scapola da due proiettili esplosi dalla medesima pistola; la seconda perché, «per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del delitto», è la ricostruzione dell’accusa, era stata raggiunta da un colpo alla testa e da uno alla parte posteriore del collo. Anche in questo caso, la Procura della Repubblica contesta la premeditazione e i futili motivi.

MATRICOLA ABRASA

Raffaele e Antonio Papa sono imputati davanti al gup anche per quella pistola. Perché si trattata di un’arma clandestina, con la matricola abrasa. Era una semiautomatica Tanfoglio Gt21 calibro 9x21. Secondo l’accusa, l’avrebbero detenuta e portata illegalmente. E sempre in relazione a questa Tanfoglio (è la quarta accusa mossa dalla Procura a padre e figlio) è formulata anche l’ipotesi di ricettazione: l’arma era stata rubata a Ravi di Gavorrano nel febbraio precedente.

TERZO IMPUTATO

C’è un terzo imputato: è Dmytro Lazoyar, ucraino di 31 anni. È il collaboratore della rosticceria della famiglia Papa. A lui sono contestati due reati: quello di favoreggiamento, perché dopo la sparatoria sarebbe stato lui a gettare la pistola nel canale Petraia all’altezza del ponte della Gora, aiutando così Raffaele e Antonio a eludere le indagini; quello di porto abusivo della Tanfoglio, nel tragitto appunto tra via Matteotti e il ponte.

LE PARTI OFFESE

Raffaele è detenuto nel carcere di Livorno, mentre Antonio è in libertà, così come Dmytro. Potranno presentarsi all’udienza preliminare (sono tutti assistiti dall’avvocato Carlo Valle, il primo anche dall’avvocato Angela Porcelli) così come i familiari delle famiglie coinvolte, individuati dalla Procura come parti offese: sono rappresentati dagli avvocati Tullio Padovani, Laura Pacenti, Franco Ciullini, Alessandro Risaliti, Daniele Burgassi. Tra le parti offese c’è anche il Comune di Follonica.

LA RICOSTRUZIONE

Il procedimento penale, sotto qualsiasi forma esso si svolgerà, sarà l’occasione per ripercorrere le origini, le motivazioni e la dinamica di quel tragico pomeriggio di aprile, della sparatoria in cui Salvatore era morto e il fratello Massimiliano era rimasto gravamente ferito davanti agli occhi della madre Giuseppa Marcelli. Secondo la ricostruzione, sarebbe avvenuto un litigio per dell’acqua caduta da un balcone vicino. Dopo la sparatoria, Raffaele era stato rintracciato dai carabinieri a Grosseto, aveva raggiunto il capoluogo a bordo di una Audi Q5.
 

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