Il presidio
Problema occupazionale «La Regione non sia sorda»
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che blocca la riaccensione dell’impianto i sindaci Benini e Stella chiedono interventi urgenti per i dipendenti della società
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che mette la parola fine sul lungo e travagliato capitolo del cogeneratore di Scarlino, è il momento di pensare a tutti quei lavoratori che a breve si troveranno senza un impiego. Il giorno dopo è «Una presa d’atto» come l’ha definita il sindaco di Scarlino Marcello Stella, un nuovo punto dal quale ripartire.
Ieri, nella sala consiliare di Follonica, il sindaco Andrea Benini e il collega Stella hanno indetto una conferenza stampa per parlare, cuore in mano, del futuro di quei quaranta che fino a ieri speravano in una riapertura dell’impianto.
La soddisfazione per la conclusione in positivo dell’azione legale mossa dai due Comuni contro l’impianto di trattamento dei rifiuti di Scarlino Energia c’è, è indubbio, ma lo scenario che adesso si prospetta davanti non è dei più sereni. Ieri Benini ha parlato a lungo e ha commentato punto per punto il documento prodotto dal Consiglio di Stato: «Si tratta di una sentenza che ha accolto tutte le nostre perplessità e preoccupazioni. La tristezza e l’amarezza è per come un’istituzione come la Regione Toscana possa aver condotto un processo istruttorio tanto superficialmente. Uno degli elementi più gravi riportati nella sentenza del Consiglio di Stato dice esplicitamente che la Regione si è accontentata della documentazione che ha posto Scarlino Energia e non ha fatto nulla per fare approfondimenti propri». Benini ha poi speso alcune parole anche per Federica Fratoni, assessora regionale della Toscana con delega all’ambiente che in passato aveva parlato delle regolarità delle procedure autorizzative per l’inceneritore: «Inascoltabili le dichiarazioni di Fratoni – ha detto Benini – Non può un assessore all’ambiente porsi nell’ottica di far partire un impianto con quella fragilità e poi vedere come va». Il pensiero adesso va a tutti i dipendenti di Scarlino Energia e a tutti coloro che lavoravano nell’indotto dell’inceneritore: «C’è un problema urgente, vero, occupazionale – ha detto Benini – La sentenza pone la parola fine in modo definitivo all’impianto ma, allo stesso tempo, dobbiamo sostenere un percorso per i dipendenti. Adesso è arrivato il momento di affrontare un percorso urgente, che possa dare delle garanzie occupazionali». Il primo cittadino ha quindi chiesto di attivare tempestivamente un tavolo operativo per trovare degli sbocchi lavorativi. Appello al quale si unisce anche Legambiente che ha accolto con favore la sentenza.
A Scarlino Energia la colpa di aver strumentalizzato i lavoratori: «C’era una sentenza pendente – ha continuato Benini – e qui sono strumentalizzati i lavoratori, le vere vittime di questa vicenda. Anche questo va messo in conto all’azienda». «La vicenda è molto lunga – ha commentato il sindaco Stella – La ripercussione di questa storia sta tutta nell’area del Casone. Quando era in funzione l’impianto ha fatto fino a 140 fermate in soli dieci mesi: un numero incredibile che non può passare inosservato ed è stato indispensabile chiedersi perché e se ci siano stati impatti sul territorio». Per Stella sono sempre i lavoratori a pagare in queste situazioni ma la volontà è quella di trovare una soluzione: «Abbiamo vissuto molte crisi e le abbiamo risolte con il contributo di tutti – ha concluso il primo cittadino – Mi auguro che la Regione non sia sorda e che quanto prima convochi un tavolo per quell’area già tanto penalizzata dal punto di vista occupazione e ambientale». —
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