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«Che fine ha fatto l’eredità del benefattore Maiani?» Interrogazione al sindaco

Giulia Sili
«Che fine ha fatto l’eredità del benefattore Maiani?» Interrogazione al sindaco

Il centrodestra chiede lumi sugli introiti che il Comune ha incassato dalla vendita del podere Follona, lascito del caldanese alla comunità

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Che fine ha fatto l’eredità lasciata dal benefattore di Caldana Mauro Maiani? A chiederselo è il gruppo d’opposizione “Gaetano di Curzio sindaco” guidato da Andrea Maule. Morto nel 2012, Maiani aveva voluto lasciare al suo paese e al suo Comune tutto quello che possedeva.

«La mia famiglia sono i poveri del mondo» diceva Maiani che a coloro che non avevano nulla aveva pensato durante tutta la sua vita.

Nel 2000 a 75 anni, trovandosi senza eredi, aveva infatti deciso di destinare il suo patrimonio in beneficenza.

Tra i tanti averi lasciati in eredità c’era anche il podere Follona.

Proprio su questa particolare eredità si concentra adesso l’interrogazione del capogruppo Maule e del consigliere Giacomo Signori.

«Il centrodestra gavorranese – scrivono i due consiglieri comunali – ha presentato un’interpellanza al sindaco affinché fornisca, in consiglio comunale, doverosi chiarimenti su come l’amministrazione da lui presieduta abbia fin qui utilizzato gli introiti provenienti dalla vendita del podere Follona».

Maule e Signori ne spiegano la storia: «Venuto a mancare il 22 settembre 2012, Maiani lasciò al Comune di Gavorrano una proprietà: il Podere Follona. Nel testamento di Mario Maiani vi era una chiara ed inconfutabile disposizione relativamente al lascito: il podere doveva essere venduto al miglior prezzo ed i relativi introiti interamente destinati ad ampliare la già esistete Rsa Casa Maiani».

A distanza di tre anni e mezzo dalla vendita del podere, avvenuta ad inizio estate 2015, la Rsa Casa Maiani non ha ricevuto ancora alcun ampliamento.

«Fin qui è quindi evidente che le volontà di Maiani siano state totalmente disattese – dice l’opposizione – Per questo motivo chiediamo al sindaco di circostanziare gli introiti provenienti dall’alienazione del podere e ancor più nel dettaglio chiediamo al primo Cittadino una risposta scritta che contenga e descriva qualsiasi movimento fatto, in entrata ed uscita, relativo alle somme donate dal Maiani e/o introitate dal Comune di Gavorrano sotto qualsiasi forma a suo nome o per sua iniziativa o disposizione, fin dall’inizio della vicenda e ad oggi aggiornate».

Per i consiglieri originari di Caldana, l’eredità Maiani «non deve essere il bancomat del Comune».

E concludono: «Occorre una netta accelerazione delle procedure di attuazione delle volontà dettate da Mario Maiani». —

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