Il Tirreno

Grosseto

in tribunale 

S’ingelosisce e la picchia Condannato a due anni: la sua ex era invalida

Alfredo Faetti

Il cinquantaquattrenne  la seguì mentre andava alla caserma dei carabinieri a denunciarlo prendendola di nuovo a calci e pugni  

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La situazione è precipitata il 21 dicembre 2014. Fino a quel momento le offese, le minacce, gli spintoni e i calci erano rimasti nascosti nell’ombra della propria abitazione, una casa popolare a Grosseto. Poi, quel giorno, sono intervenuti i carabinieri e la donna ha deciso di denunciare tutto: ha raccontato della sua invalidità, di come – a suo dire – il convivente la sfruttasse per la pensione e di come non perdesse occasione per chiederle soldi e di come finisse per essere picchiata se la richiesta non veniva accettata. Nella denuncia la donna, 55enne, ha raccontato anche di come sia stata oggetto di scherni e insulti in luogo pubblico nel corso degli anni.

Una storia nell’ombra e ricostruita udienza dopo udienza nel processo che si è celebrato nel tribunale di Grosseto, terminato con una condanna a 2 anni e 4 mesi di reclusione nei confronti dell’ex convivente, un grossetano di 54 anni.

Così ha deciso il giudice Gian Marco De Vincenzi, accogliendo in pieno la richiesta avanzata dalla pubblico ministero per il reato di maltrattamenti in famiglia. La difesa dell’imputato verteva sulla situazione precaria condivisa per 17 anni dai due protagonisti, unita alle versioni non sempre concordi date dalla donna nel tempo.

Ma per il giudice hanno fatto fede quelle parole racchiuse nella denuncia, rafforzate dal fatto che quel 21 dicembre il 54enne urlò contro i carabinieri intervenuti per fermarlo, arrivando anche a minacciarli. «Vi spacco tutti», disse nell’occasione.

Non è un caso che l’intervento delle forze dell’ordine sia arrivato proprio quel giorno.

Durante il pomeriggio infatti, mentre tornavano da una passeggiata sul mare a Marina, i due iniziarono a discutere davanti alla fermata del pullman, perché la donna si era messa a parlare con un ragazzo seduto su una panchina, scatenando la gelosia dell’uomo, che di tutta risposta gli ha lanciato la bottiglia piena di birra che teneva in mano. «Poi ha cominciato a prendermi a calci e pugni», ha raccontato la donna ai militari. Botte che non le hanno impedito di prendere comunque la strada verso la caserma, lungo la quale l’ex convivente ha continuato a inseguirla e a colpirla, fino all’intervento di due carabinieri, scattato dopo aver visto i due che davano in escandescenza sul marciapiede. Gli stessi che poco dopo si sono presi le minacce.

L’ultimo capitolo di una storia su cui la sentenza di condanna ha scritto la parola fine. —

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