Prende a colpi di scopa la suocera e la minaccia: nuora rinviata a giudizio
Castiglione della Pescaia, la donna si stava separando dal marito e la tensione era alta. Durante la lite le ha morso una mano: 5 giorni di referto. La coppia si è riappacificata
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Certe volte, quando le donne litigano, scovano sistemi che gli uomini nemmeno si sognerebbero. È quello che è successo a Buriano alla fine di novembre del 2017, quando la nuora, una donna di 38 anni, ha colpito con il manico della scopa la suocera di 69 anni e l’ha morsa a una mano. La trentottenne è stata rinviata a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Sergio Compagnucci e ora dovrà rispondere di stalking e di lesioni personali aggravate.
Tutto è cominciato quando la trentottenne, difesa dall’avvocato Michele Mensi, si stava separando dal marito: era un periodo di grande tensione emotiva, come spesso capita di fronte alla prospettiva di un divorzio e la suocera della donna, assistita dall’avvocato Christian Sensi si è trovata qualche volta in mezzo alle liti. Se vale il detto che «tra moglie e marito è meglio non mettere il dito», è anche vero che non esiste proverbio che metta in guardia quando a litigare sono le cognate. E infatti, la sessantanovenne, aveva cercato di far calmare la nuora che stava aggredendo sua figlia: si è messa in mezzo, rimediando ripetuti colpi sferrati con il manico della scopa e un morso a una mano. Una volta arrivata al pronto soccorso, i medici hanno diagnosticato alla donna contusioni al braccio destro e all’avambraccio sinistro, escoriazioni alla mano e al polso destro giudicate guaribili in cinque giorni. A quell’episodio di violenza, sono seguite poi minacce continue: la nuora, che era rimasta nella casa coniugale, vicina a quella della suocera, a febbraio del 2018 dopo una lite, l’ha inseguita mentre continuava a inveire contro di lei e una volta arrivata davanti al portone di casa della donna, ha tentato di sfondarlo con spinte e calci, urlando «ti ammazzo».
Poi è rimasta ferma, davanti a quel portone chiuso con un oggetto metallico in mano che faceva roteare in aria, continuando a minacciarla: «Come ti vedo ti riempio di botte». La situazione è andata avanti così per altri mesi: ad aprile, la nuora ha cominciato a bussare al muro che separa le due abitazioni, accusandola di aver fatto fallire il suo matrimonio. La notte del 9 giugno, poi, ha urlato contro la suocera frasi come: «Non mi guardare perché ti ammazzo», «Ti fo un collino fino», battendo contro la finestra della camera della suocera fino alle 2,30 del mattino e provocando anche dei tagli nel vetro. La mattina successiva, la donna trovò sotto la finestra una mannaia. Nella seconda settimana di giugno poi, la nuora lanciò contro la suocera un parabordo per imbarcazioni, senza però colpirla. Ora la trentottenne e il marito sono tornati insieme e questa brutta vicenda sembra essere stata messa alle spalle. La donna ritirerà probabilmente la querela: la prima udienza è fissata per il 4 marzo davanti al giudice Marco Bilisari.
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