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Grosseto

politica: verso le provinciali

Provincia, M5s e civiche verso l’accordo, incognita maggioranza per il centrodestra

Francesca Ferri
Provincia, M5s e civiche verso l’accordo, incognita maggioranza per il centrodestra

Il 10 febbraio si rinnova il consiglio. Entro il 21 gennaio i partiti devono presentare i candidati. Questo il quadro (non ufficiale) 

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GROSSETO. A cinque giorni dalla scadenza per presentare le candidature (c’è tempo fino a lunedì 21 gennaio), la fotografia politica in vista delle elezioni per il rinnovo dei consiglieri provinciali comincia a mettersi a fuoco. Con una pesante ipoteca piazzata, a sorpresa, da M5s e liste civiche, Passione per Grosseto in testa. Movimento e civici sono infatti a un passo dal siglare un’alleanza che potrebbe impensierire il centrodestra e il presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

Il sindaco di Grosseto resterà saldo nella sua carica. Il 10 febbraio saranno rinnovati, infatti, solo i dieci consiglieri. A votarli sono chiamati i 358 sindaci e consiglieri comunali dei 28 comuni. Il peso dei loro voti sarà diverso a seconda di quanti abitanti hanno i comuni da loro amministrati: più il comune è popoloso, più peso ha il voto. Ora, rispetto alle precedenti elezioni il centrodestra ha conquistato Campagnatico (2.400 abitanti), ma ha perso Monte Argentario (13mila), il cui sindaco Franco Borghini è sì un civico, ma non ha certo simpatie per il centrodestra. Già questo rappresenta per l’attuale governo provinciale un’incognita sul mantenimento della maggioranza a Palazzo Aldobrandeschi. Ma ciò che potrebbe decidere le sorti è il terzo polo che si sta definendo in queste ore.

M5s e civiche

A metterci il carico da novanta potrebbero infatti essere pentastellati e liste civiche. La notizia non è ufficiale, né i diretti interessanti confermano o smentiscono. Sembra però che il consigliere Rinaldo Carlicchi, capogruppo di Passione per Grosseto, e il collega pitiglianese Filippo Lombardelli, avranno l’appoggio dell’elettorato pentastellato (i consiglieri grillini non possono candidarsi alle Provinciali).

CasaPound

L’ago della bilancia potrebbe essere rappresentato dal partito neofascista CasaPound che, ingoiato il boccone amaro dell’espulsione dalla maggioranza in consiglio comunale a Grosseto, potrebbe presentare il conto. Il partito ha in provincia due consiglieri comunali: Marco Cinelli a Campagnatico, nella maggioranza di centrodestra, e Gino Tornusciolo a Grosseto, nel gruppo misto dopo essere stato cacciato da Vivarelli Colonna il 4 marzo, a poche ore dalla chiusura delle urne. Tornusciolo si candiderà? E vorrà sostenere l’ex alleato Vivarelli Colonna che al momento dello strappo parlò di «imbarazzo» rispetto al fascismo e, sul consigliere, dichiarò: «Non era nella coalizione che ha sostenuto la campagna elettorale che mi ha visto vincere a Grosseto, non potrà esserci nella prossima»?

Maremma migliore

E, di “ex” in “ex”, anche Francesca Pepi di Maremma Migliore potrebbe esprimere un voto da “corteggiare” da parte del centrodestra. A meno che – e anche qui le voci corrono – non ci sia già in atto un avvicinamento da parte di una civica che potrebbe far convergere la giovane consigliera verso il terzo polo.

Il Partito democratico

Intanto si lavora anche nel Partito democratico. Anche in via Svizzera le bocche sono cucite: nessun nome è ufficiale e nessuno conferma o smentisce. In pole position, tuttavia, paiono esserci Lorenzo Mascagni, capogruppo in consiglio comunale a Grosseto; Marcello Giuntini, sindaco di Massa Marittima; Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada; Luca Aldi, capogruppo del Pd Area Riformista in consiglio comunale a Orbetello; Federico Badini, segretario del Pd Amiata. Un rappresentante per ciascuna area della provincia. Vedremo se i nomi saranno confermati.

Il centrodestra

Ma quali carte calerà il centrodestra? Di nuovo, nessun candidato ufficiale, al momento, ma si parla di una riconferma almeno di tre degli attuali consiglieri: Olga Ciaramella, Marco Biagioni, Luca Teglia.

Poco entusiasmo

Di certo la sensazione è che queste elezioni, per dirla all’americana di Midterm, abbiano scaldato poco i cuori dei politici maremmani e amiatini. Ma, così come negli Usa questo appuntamento elettorale ha soffiato a Trump la maggioranza alla Camera, anche nella piccola realtà grossetana questo voto di mezzo mandato potrebbe riservare sorprese non gradite per il centrodestra. –
 

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