Il presidio
Sfera punta a 2,5 milioni di kg di pomodori e assume in serra e negli uffici: 34 i posti
Nel 2019 la società di Gavorrano incrementerà la produzione. E cerca personale: ecco i profili richiesti e come farsi avanti
GROSSETO. Si preannuncia un 2019 da grandi numeri per Sfera, la società agricola di Gavorrano che ha in seno la serra high tech più grande d’Italia. L’obiettivo è: chiudere l’anno che si è appena aperto con una produzione che raggiunga quota 2 milioni e mezzo di chili di pomodori e altrettanti di insalata e basilico, tutti sui 13 ettari di terreni gavorranesi, nelle campagne della Castellaccia. È quanto preannuncia al Tirreno Luigi Galimberti, amministratore delegato e fondatore di Sfera. E per raggiungere simili quantitativi, c’è bisogno di personale: ecco perché Sfera – che oggi impiega stabilmente 200 dipendenti – ha riaperto le candidature per chi aspira a lavorare al servizio della serra idroponica che ha stregato persino i cinesi: ammonta a quasi una quarantina di posti il fabbisogno di personale.
A caccia di...
Sfera ha riaperto le selezioni per il confezionamento, l’amministrazione, e la produzione tout-court. In particolare si cercano due responsabili per il confezionamento degli ortaggi; i candidati ideali hanno esperienza di confezionamento su linee di produzione industriale o equivalenti. Si cercano poi un paio di figure che ricoprano ruoli amministrativi nell’analisi dei dati e nel controllo di gestione, ruoli che potrebbero essere ricoperti da chi ha una laurea in discipline economiche. E veniamo alla produzione per cui c’è il maggior fabbisogno numerico: Sfera è alla ricerca di una trentina di addetti alla produzione che lavoreranno nelle serre; «Vogliamo operai che abbiano un’ottica di crescita professionale – dettaglia Galimberti – perché non cerchiamo stagionali o avventizi. Trovare personale con esperienza specifica non è semplice ecco perché cerchiamo ragazzi da formare professionalmente e su cui investire». I requisiti? «Volenterosi, motivati e responsabili».
Selezione e contratti
Chi vuole presentare la propria candidatura può inviare il curriculum, corredandolo di «un’introduzione motivazionale» a ufficiopersonale@sferaagricola.it. Dopodiché seguiranno i colloqui. A chi supera la selezione verrà offerto un impiego di tre mesi; verrà applicato il contratto nazionale del lavoro agricolo a tutto il personale messo in forza. Terminati i tre mesi, «valuteremo caso per caso – spiega Galimberti – e le risorse migliori non ce le faremo scappare».
L’identikit
Nel 2018 Sfera ha prodotto quasi due milioni di chili di pomodori e 500mila chili di erbe aromatiche e insalata. Non si tratta di ortaggi qualunque: innanzitutto sono senza nichel e senza residui chimici, visto che nel ciclo di coltivazione vengono utilizzati insetti “buoni” che si nutrono dei parassiti dannosi. Sfera è una serra ipertecnologica basata sulla coltivazione idroponica in acqua e su substrato: è questa la grande portata innovativa. È una serra attiva, cioè in grado di adattare in tempo reale il suo clima per far sì che la crescita degli ortaggi avvenga sempre in condizioni ottimali, indipendentemente dalle condizioni meteo esterne: così è possibile destagionalizzare e produrre tutto l’anno senza ricorrere all’impiego della luce artificiale che porterebbe lontano dagli obiettivi di sostenibilità. Era la primavera 2018 quando spuntarono i primi frutti di un maxiprogetto d’impresa che in Maremma ha portato un investimento da 20 milioni di euro e 4 milioni di euro lordi di stipendi pagati nel 2018. L’avvio fu scoppiettante e la crescita, in pochi mesi, ha seguito lo stesso ritmo: oggi Sfera distribuisce i prodotti in tutta Italia (a giorni si comincia anche in Sicilia). Pomodori, insalate, erbe aromatiche, cavolo nero, si trovano sui banchi di Coop e Conad, Simply, Carrefour e Pam.
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