«Lei non ci sale?» «No grazie, io preferisco scendere»
E così, in quattro e quattr’otto, nel silenzio dell’anno, ci hanno attaccato anche la ruota. La commendevole ruota che permette di ammirare il gran tutto da inattese altezze. Chi si era accorto che stavamo sul ciglio della strada, in attesa che ci montassero la ruota nuova? Ma ora c’è, è montata. Forse perché, dopotutto, ci voleva una ruota in più. Chissà, con una ruota in più si può cambiare più agevolmente direzione di marcia. Si può correre anche la Parigi-Pechino. Dare uno strappo ai Gilet Gialli. Visto che sono a terra anche loro. E magari dirigersi verso quel nuovo boom economico, simile a quello degli anni’ 60, descritto da Luigi di Maio – mentre fa la ruota anche lui – in fondo al tunnel. Certo, bisognerebbe azzeccare anche il tunnel giusto. Ci sono anche tunnel, infatti, che in fondo hanno un burrone. Tunnel, ponti, non ne parliamo. Ma su questo dovremmo poter stare tranquilli. Con la ruota in più, imboccare il tunnel giusto, quello con la luce all’uscita, dovrebbe essere automatico. O almeno più semplice che con le sole vecchie ruote.
Certo, si sa, mi ricordate che a guardare la ruota panoramica tanti pensieri giungono a ingorgare il cerebello. La ruota della vita, direte voi. Dove si sale e si scende, proprio come nelle ruote panoramiche. Come nella nostra. Anche se spesso nella ruota della vita capita di non salire mai. Capita di restare sempre in fondo. In attesa che un qualche movimento ascensionale arrivi e ci porti di sopra. Ma poi non arriva mai. Si resta a pochi pollici da terra, insomma. Anche scendere e spingere serve a poco. Ci sono quelli a cui tocca restare in basso. Si mettano in fila per il biglietto della ruota panoramica, allora. Proveranno finalmente l’ebbrezza di salire.
Altra immagine che viene alla mente, mi ricordate, è la ruota della fortuna. E come no: l’abbiamo provato elettoralmente per parecchi anni, quel simbolo lì. Quello della ruota della fortuna. Era tutto blu, anzi azzurro, per la precisione. Di fortuna, dobbiamo dire, per la precisione, ce ne ha portata poca. Forse ne ha portata a chi la girava. Anche lui parlava di un nuovo boom economico italiano. Di ruotamenti, invece, ne ha portati parecchi.
Poi ci sarebbe la ben rotonda verità, come diceva Parmenide. Ma questa veramente è fuori dal mondo. Oppure sempre cara mi fu quest’erma ruota del Leopardi. Aveva forato anche lui? L’occhio mi cade di sguincio sulla ruota mentre cerco di andare, a piedi, verso il centro. Lei non sale? No, grazie, io preferisco scendere. —
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