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I fondali stanno rinascendo tra posidonie e gorgonie
In corso la fase di reimpianto curata dal consorzio Cibm: un gommone periodicamente si reca a controllare lo stato della vegetazione sott’acqua
ISOLA DEL GIGLIO. I fondali dell’Isola del Giglio stanno rinascendo e la posidonia sta piano piano ricrescendo. Immagini impensabili sette anni fa quando sul mare e sui fondali finì una quantità enorme di materiale proveniente dalla nave. L’isola ricorderà oggi le vittime del naufragio avvenuto nel 2012 con una messa, una commemorazione pubblica con il lancio di una corona di alloro in mare, una processione sul molo la sera e poi sirene e campane a distesa alle 21.45, orario dell’urto con gli scogli della nave comandata da Francesco Schettino.
Dopo 7 anni l’isola e i suoi fondali, devastati dal naufragio e dalla operazioni messe in pratica per non far affondare la nave prima e per rimetterla in piedi poi, stanno tornando alla normalità. A maggio dello scorso anno sono terminate le operazione di pulizia dei fondali. In occasione di questo anniversario, per la prima volta dal giorno del naufragio, sulle acque non ci sono più le chiatte delle Micoperi, nessun cantiere, nessun traliccio, nessuna piattaforma. La fase della pulizia è stata lunga ma efficace: il fondale è stato mappato metro per metro. Da maggio dello scorso anno è iniziata la fase di restauro di posidonie e gorgonie che durerà 5 anni. Adesso se non per alcuni piccoli tratti il fondale è di nuovo naturale.
Da alcuni mesi la vita sta tornando a pulsare in fondo al mare del Giglio. È iniziata la ricrescita della flora naturale che ha reso famosa l’isola in tutto il mondo. Chi sta realizzando il reimpianto non si nota nemmeno: nessun cantiere ma solo un gommone del consorzio Cibm che si occupa delle operazioni e che ogni tanto va a controllare. Per fare in modo che i lavori vengano effettuati senza occhi indiscreti è stato istituito anche un servizio di vigilanza dato che nella zona in cui si sta facendo tornare a nuova vita i fondali c’è il divieto di ancoraggio, pesca e diving.
Lo scorso anno, per il sesto anniversario del disastro, sull’isola non c’erano più le piattaforme della Micoperi che erano davanti al mare di Porto Santo Stefano. Micoperi aveva lasciato l’isola a inizio dicembre 2017 lasciando i gigliesi sgomenti al pensiero che le operazioni non sarebbero più terminate. Micoperi, invece, il 23 gennaio fece ritorno sull’isola per proseguire le operazioni di bonifica fondali di Punta Gabbianara. Le operazioni si erano interrotte per una trattativa tra Micoperi e Costa Crociere destinata ad una rimodulazione contrattuale. Sbloccata la controversia economica, la società ravennate riprese i lavori che si conclusero a maggio dello scorso anno. L’isola del Giglio si prepara alla commemorazione con l’orizzonte sgombro e con un forte senso di rinascita e di voglia di ricominciare. —
Ivana Agostini
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