Il Tirreno

Grosseto

la tragedia 

Il padre ha battezzato la piccola all’ospedale Poi la corsa a Siena

Francesca Gori

La bambina nata a Grosseto è morta in seguito alle Scotte Era in gravissime condizioni: otto gli indagati dalla Procura

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«La vuole battezzare?». A distanza di giorni, la domanda fatta al babbo della piccola, nata all’ospedale di Grosseto lunedì scorso e morta la sera alle Scotte di Siena dopo che per quattro volte era stata rianimata, squarcia un velo di dolore senza fine. Quello provato da un babbo di 35 anni, che era pronto a veder crescere la sua bambina e quello della mamma, che ne ha 33 e che ancora oggi non si è resa conto dell’immane tragedia che l’ha travolta.

La piccola è nata all’ospedale di Grosseto, dopo che la mamma era stata sottoposta a un parto cesareo in emergenza. Il padre della piccola l’ha potuta vedere solo per alcuni istanti, nell’incubatrice, quando è stata portata fuori dalla sala parto. E di fronte a quella domanda, non ha avuto nulla da eccepire: la piccola, per quell’uomo che è stato padre soltanto per poche ore, poteva essere battezzata anche subito, tanta era la felicità per quella nascita. Una felicità che è durata giusto il tempo di rendersi conto che c’era qualcosa che non andava. La bambina, già a Grosseto, aveva avuto un arresto cardiaco ed era stata rianimata. Per questo è stata trasferita d’urgenza con l’ambulanza Cicogna, attrezzata per la rianimazione neonatale. È arrivata a Siena, è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva neonatale.

È stato alle Scotte che nella mente dell’uomo ha cominciato a farsi strada il pensiero che la felicità provata fino a quel momento non sarebbe bastata poi ad anestetizzare il dolore che avrebbe provato di lì a poco: al babbo della piccola i sanitari hanno spiegato che le condizioni della bambina erano gravissime e che aveva avuto altri due arresti cardiaci durante il tragitto verso l’ospedale di Siena. Alle 21, l’uomo che non si era allontanato nemmeno un attimo dal reparto dove sua figlia era stata ricoverata è stato chiamato: le parole del personale sanitario che gli ha comunicato che la sua piccina non c’era più hanno cominciato a rimbombargli in testa come portate da un’eco. Come se non lo riguardassero. È stato lui, l’unico fino ad ora, ad aver fatto i conti con quel dolore devastante. La mamma della piccola è ancora sotto choc, tenuta stretta forte dall’amore del marito e della madre di lei, che non l’ha lasciata sola nemmeno un istante, all’ospedale di Grosseto, dov’è ancora ricoverata.

Il padre della piccola ha potuto prendere soltanto quella decisione, all’ospedale: far battezzare la sua piccola, darle almeno il conforto della fede, affidarla - seppur inconsapevolmente - a qualcuno capace di un amore eterno. La famiglia ha deciso di rivolgersi all’avvocato Alessandro Ragazzini Fuligni che ieri mattina ha depositato un esposto alla Procura di Siena, anche se il sostituto procuratore di turno aveva già dato mandato di sequestrare le cartelle cliniche, sia al policlinico delle Scotte che al Misericordia. Otto gli indagati. Martedì l’autopsia. Non c’è rabbia, nelle parole del babbo ma solo il bisogno di capire perché la loro bambina, tanto voluta quanto attesa, non potrà crescere tenendo per la mano i suoi genitori. —



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