Il Tirreno

Grosseto

lA CAUSA AL GIUDICE DEL LAVORO 

Sentenza a favore della preside I Cobas: «Non fu un capriccio»

Gabriele Baldanzi

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le sentenze non si commentano ma si applicano o si impugnano. Recita così un vecchio adagio forense, a cui però non tutti si adeguano. Ieri i rappresentanti dei Comitati di Base sono tornati sulla recente sentenza del giudice del lavoro di Grosseto che a fine dicembre aveva dato ragione alla dirigente scolastica del Comprensivo 4 in una causa intentata da una maestra e dagli stessi Cobas. A detta dell’insegnante la preside aveva compiuto alcune scelte che la riguardavano «in modo immotivato». La docente, di ruolo alla scuola dell’infanzia, aveva presentato domanda di mobilità interna allo scopo di essere destinata a un’altra sezione del plesso di via Papa Giovanni, a Grosseto, ma la richiesta non era stata accolta. Al contrario la dirigente scolastica aveva deciso di assegnarle una sezione non compresa tra le preferite e, precisamente, una sezione cosiddetta antimeridiana, con orario 8-13.

Da quel momento era iniziato un braccio di ferro, con lettere, tentativi di mediazione e perfino una conciliazione promossa e fallita davanti al Provveditorato di Grosseto. La preside, difesa dall’avvocatura dello Stato, contestava la fondatezza di quanto preteso dalla maestra, e in particolare l’interpretazione di alcune norme. Il giudice, a dicembre, le aveva dato ragione. Ieri i Cobas sono tornati sulla questione.

«Prendiamo atto della decisione del giudice di rigettare la richiesta, patrocinata dal nostro ufficio legale, ma continuiamo a ritenere che la procedura disposta dalla preside sia irregolare. A noi pare che il giudice abbia pensato di trovarsi di fronte ai capricci di una docente che pretendeva di avere una certa classe invece che quella decisa, con piglio autoreferenziale, dalla dirigente. Infatti il giudice nulla dice sul punto più importante, e cioè che il collegio dei docenti formula proposte al preside per la formazione, la composizione delle classi e l’assegnazione a esse dei docenti, per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio d’istituto». La preside, insomma – secondo i Cobas – avrebbe deciso in barba agli organi collegiali e il giudice non ne avrebbe tenuto conto. Giuseppe Follino ricorda inoltre, mostrando un’ordinanza ministeriale, che «gli insegnanti di scuola materna con rapporto di lavoro a tempo parziale non possono essere assegnati alle sezioni funzionanti con il solo turno antimeridiano, mentre la maestra in questione, su 130 docenti della scuola, è stata assegnata proprio all’unica classe (di 10 presenti in quel plesso) che ha orario solo antimeridiano. La scuola – conclude Follino, uno dei leader dei Cobas-Comitati di Base della Scuola di Grosseto – deve essere una comunità educante nella quale, all’interno dei collegi docenti e degli altri organi collegiali, le diverse componenti scolastiche (docenti e non docenti, genitori, studenti, preside) si confrontano e discutono. In questo caso, lo ripetiamo, non è accaduto» . —

Gabriele Baldanzi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera