Il presidio
Era un inno all’accoglienza Devastato albero di Natale davanti alla chiesa Battista
Sugli addobbi erano state scritte parole di solidarietà e amore La brutta sorpresa martedì pomeriggio: i foglietti sono stati strappati e gettati a terra
Nella notte tra lunedì e martedì è stato danneggiato l’albero di Natale che la Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Grosseto aveva allestito per tutto il periodo delle festività nel sagrato della chiesa in via Piave. Non un albero tradizionale, con lucine e addobbi, ma un’installazione fatta con materiali semplici e densa di significato che si trovava proprio su una delle pareti del sagrato e che invitava alla riflessione e alla meditazione non solo i fedeli ma anche i passanti.
A darne notizia ieri con una nota piena di amarezza è la presbitera Claudia Angeletti che fa parte del consiglio di Chiesa. «Piccolo, povero, poco visibile, l’albero di Natale collocato sul sagrato della Chiesa Battista di via Piave ha dato noia a qualcuno – dice Claudia Angeletti – Ieri pomeriggio (martedì pomeriggio per chi legge) è stato trovato con quasi tutte le “palle” di carta rossa strappate e gettate a terra, mentre la struttura, fatta di canne e corde, era stata visibilmente strattonata e deformata».
Il gesto, commesso da sconosciuti, ha reso illeggibile e irriconoscibile l’opera pensata come un albero-alfabeto fatto a mano capace di condensare i tanti significati del Natale cristiano dalla A di amore alla Z di zelo.
Angeletti ricorda alcune delle parole scelte per adornare l’albero: «Abbiamo scritto sulle “palle” che per noi Natale è agape-amore ma anche accoglienza, benevolenza, condivisione, diritti, empatia, filoxenia (cioè amore per lo straniero), fraternità e generosità ma abbiamo dedicato anche alcune parole all’attualità e al dramma dei migranti attraverso espressioni come “frontiere aperte” e “soccorso in mare” a indicare l’umanità che non vogliamo perdere e l’integrazione che vogliamo costruire».
Tra le voci dell’albero-alfabeto c’è anche la resilienza, proprio l’atteggiamento, sottolinea Angeletti, di cui avrà bisogno la comunità della chiesa battista per affrontare questa spiacevole circostanza.
Impossibile infatti risalire agli autori del danneggiamento e difficile quindi stabilire se si sia trattato solo di vandalismo o se qualcuno abbia voluto deliberatamente colpire il messaggio di solidarietà e accoglienza verso i migranti veicolato da quell’albero così suggestivo di cui resta ora la bella immagine postata la vigilia di Natale sulla pagina Facebook dell’associazione culturale Rosa Parks, il centro di cultura protestante collegato alla Chiesa battista di via Piave, insieme al messaggio :«È Natale quando Cristo nasce nei nostri cuori - si legge - e ci fa amare il nostro prossimo, specialmente quello in difficoltà». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
