Il Tirreno

Grosseto

«I nomi dei professionisti indagati non andavano pubblicati»

Cgil Fp – Tse

La Cgil Funzione pubblica di Area vasta dell’Usl Sudest Toscana contesta i media per le notizie sul caso del bimbo morto in ospedale 

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LA PROTESTA

La Funzione pubblica di Area vasta della Azienda Usl Sudest Toscana intende prendere posizione sulla modalità con la quale è stato riportato su alcuni mezzi di informazione un drammatico episodio accaduto presso l’Ospedale Misericordia il 26 dicembre 2018. Non è nostra intenzione discutere dell’accaduto per rispetto di chi ha subito la più grande delle perdite. Ciò che vogliamo dire invece è che troppo spesso i professionisti sanitari sono bersaglio di fuoco incrociato di media e interessi di parte. Anche in questo caso, malgrado non sia ancora stato definito l’accaduto, malgrado quindi siano in corso delle indagini, che ricordiamo sono atto dovuto, sancito dalla nostra Costituzione e dal Codice penale, e non indice di fondatezza di colpevolezza degli indagati, si è pensato di “sbattere il mostro in prima pagina”.

Riportare per esteso i nomi e l’età di 22 professionisti, che peraltro, ovviamente, non avranno agito in contemporanea in quel frangente, è irrispettoso, oltre che pericoloso, per le persone e per le funzioni che essi svolgono. E soprattutto, innesca retro pensieri su istituzioni, strutture pubbliche e persone/professionisti che ogni giorno operano faticosamente a tutela della salute dei cittadini, spesso con grandi responsabilità decisionali.

Quanto avvenuto non è giustificato dalla “libertà di informazione”, perché tali dettagli non servono alla cronaca di quei drammatici fatti. Sappiamo bene, invece, che queste dinamiche lasciano sempre profonde cicatrici, in special modo quando agite su persone che risulteranno non colpevoli di fatti attribuiti. Se ci sono delle responsabilità le accerterà la Magistratura con una azione seria e rispettosa della verità.

Noi vogliamo pensare che tutto sia stato fatto in scienza e coscienza, perché siamo convinti che la Sanità Pubblica è garanzia di efficienza ed equità e che i professionisti che vi operano sono persone coscienziose e serie. —

Cgil Fp – Tse

Il Tirreno ha pubblicato l’elenco dei nomi delle persone indagate, così come sempre fa in qualsiasi tipo di indagine su casi di particolare interesse pubblico. La morte di un bambino durante il parto è senza dubbio notizia di pubblico interesse. Il Tirreno ha precisato più volte che gli avvisi di garanzia sono “un atto dovuto” della magistratura a seguito di una denuncia. E non ha usato una sola parola o frase che possa suonare nei termini riportati dalla Cgil Funzione pubblica. Ci chiediamo piuttosto perché lo stesso sindacato non abbia usato parole simili, negli ultimi decenni, quando il Tirreno ha pubblicato – nel rispetto dell’interesse pubblico e di quello di chi non è chiamato in causa, delle leggi e della libertà di informazione – i nomi di indagati in inchieste relative a pubblici amministratori, magistrati, avvocati, poliziotti... Forse queste sono professioni meno delicate? O forse si sta proponendo ai giornalisti di usare due pesi e due misure, a seconda dell’indagato di turno? Di sicuro prendiamo atto che la Cgil Fp di Grosseto si adegua all’onda lunga di chi, oggi, vuole limitare secondo i propri interessi corporativi la libertà di stampa. —

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