Il Tirreno

Grosseto

porto santo stefano 

Boccone sospetto trovato da un cane Disposte analisi Forse è avvelenato

Andrea Capitani

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Stava portando a spasso come ogni mattina i suoi cani, i due meticci Whisky e Mael, quando ha visto che uno aveva in bocca qualcosa. Era un boccone abbastanza grande per il cagnolino, che per fortuna ha deciso di consumarlo in un altro momento, al comodo della sua cuccia, come spesso fanno i cani quando hanno un biscotto da sgranocchiare. Il padrone, il santostefanese Riccardo Bocchia, se ne è però accorto ed è riuscito a toglierglielo dalla bocca in tempo, prima che lo masticasse e mandasse giù. C’è infatti il sospetto che il boccone fosse avvelenato.

Il cane ha raccolto quel sospetto boccone in una zona compresa tra via del Condotto e via del Giardino, proprio sotto la Fortezza Spagnola, intorno alle 10 del mattino di giovedì 3 gennaio. Insospettito dalla strana consistenza e dall’odore sgradevole, per Bocchia c’erano pochi dubbi che si trattasse di un boccone avvelenato.

Ha così deciso di andare prima alla polizia municipale di Porto Santo Stefano, dove ha esposto una lettera che è stata protocollata. Poi si è presentato questo lunedì all’Istituto zooprofilattico di Grosseto, dove il boccone è stato analizzato.

«Il campione in esame è costituito da due frammenti di salame. Sulla superficie del campione sono presenti dei sassolini e della polvere nerastra. Il campione è compatibile con un’esca avvelenata e verrà pertanto sottoposto ad analisi chimico-tossicologica», dice il referto. Si dovranno attendere quattro settimane per conoscere l’effettiva composizione e se ci sono eventuali sostanze velenose.

«Ci sarà un’ulteriore analisi da parte di un altro laboratorio – dice Bocchia – il quale specificherà il tipo di veleno presente all’interno. Questo tipo di analisi necessitano di un tempo più lungo, mi hanno detto quattro settimane, ma nel frattempo mi è stato riferito dal centro che il risultato attuale già verrà presentato in Procura e alle forze dell’ordine del paese, che probabilmente metteranno in via del Giardino cartelli contro le esche velenose».

Per fortuna il suo cane non ha avuto conseguenze. Comunque, secondo Bocchia, il gesto «ingiustificabile» di qualcuno potrebbe nascere da una situazione di esasperazione. «Lo so che la gente del quartiere è esasperata perché molti padroni dei cani sono indisciplinati e lasciano i bisogni in via del Giardino – dice – ma non è un gesto giustificabile. Qualche tempo fa sono riuscito a far installare un cestino per la raccolta, ma ci vorrebbe più educazione da parte di tutti. E secondo me andrebbero installate telecamere anche nel centro storico e non solo nelle vie principali del paese». —

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