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Bracconiere tende lacci nel bosco dei Tolomei: esami del dna per incastrarlo
Allarme scattato dopo il ritrovamento di un grosso cinghiale, poi liberato. Indagano i carabinieri forestali
GROSSETO. I carabinieri forestali di Grosseto sono pronti a fare l’esame del dna alle tracce rinvenute su otto lacci di cattura rinvenuti nei boschi vicino alla tenuta della Pescaia, l'antica tenuta dei Tolomei. Sperano così di risalire all’identità del bracconiere che li ha posizionati.
L’allarme è scattato ieri, lunedì 7 gennaio, intorno alle 12.30 quando un grosso cinghiale femmina di circa 70 chili è stato trovato preso a uno dei cappi d’acciaio. L’animale era in buone condizioni ma molto spaventato e si dimenava cercando di liberarsi. Non è stato facile toglierlo dal cappio: i carabinieri forestali hanno dovuto far intervenire Matteo Galdi, titolare dell’omonima azienda di Ribolla, esperto in catture di animali selvatici. Il cinghiale è stato così liberato.
Tutti i lacci sono stati sequestrati.
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