Il presidio
Tentò di violentarla in pineta Condannato a 2 anni di carcere
La ragazza stava tornando verso la tenda dove dormiva con il fidanzato Era riuscita a scappare e a dare l’allarme alla polizia che stava facendo controlli
Se lo trovò davanti, mentre stava tornando verso la tenda nella quale avrebbe passato la notte con il fidanzato nella pineta di Castiglione della Pescaia. Un rifugio scelto da alcuni nordafricani, amici dell’uomo che era con lei e che in estate avevano scelto quel posto riparato per dormire. Era giugno e faceva caldo quando la ragazza si era allontanata, da sola, dalla pineta. Una volta tornata, mentre stava raggiungendo la tenda nella quale il suo fidanzato stava dormendo, fu aggredita da un altro uomo che dormiva anche lui nel bivacco: Sabeur Slama, 43 anni di origini tunisine, l’afferrò per la gamba destra trascinandola per terra e la schiaffeggiò, dicendole che avrebbe voluto avere un rapporto sessuale con lei. La donna, tentò di divincolarsi e di difendersi, dicendogli che non voleva. «Vattene, cosa vuoi da me?», cominciò a urlare, svegliando il fidanzato che riconobbe le urla della donna e che intervenne per fermare l’aggressore, gridando alla sua compagna di allontanarsi e di andare in direzione di Marina di Grosseto. Slama non si scompose e poco dopo si mise a dormire anche lui nella tenda insieme ad altri connazionali. La donna, poco dopo, chiamò al cellulare il suo fidanzato che la raggiunse in compagnia di un amico. La donna piangeva, gridava: aveva il volto tumefatto e una contusione al braccio sinistro. In quel momento, era arrivata una pattuglia della polizia che la notte a cavallo tra il 12 e il 13 giugno 2014 stava facendo un controllo proprio nella pineta tra Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia. È agli agenti che la donna raccontò l’orrore e la paura di quella sera. Insieme agli agenti, tornarono al piccolo accampamento e trovarono il quarantunenne che l’aveva aggredita poco prima nella tenda a dormire.
La donna fu accompagnata all’ospedale di Grosseto dove raccontò quello che le era successo ai sanitari che si presero cura di lei: aveva il volto tumefatto e una contusione al braccio sinistro, con una prognosi di più di cinque giorni.
Una volta ricevuta la denuncia da parte della donna e una volta presentata la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura, Sabeur Slama (difeso dall’avvocato Riccardo Lottini) è stato processato: il pm Maria Navarro ha aveva chiesto una condanna a tre anni e la revoca della sospensione condizionale mentre il legale dell’uomo aveva chiesto l’assoluzione per il reato di tentata violenza sessuale e il minimo della pena per quello di lesioni aggravate.
I giudici Gian Marco De Vincenzi (presidente), Giovanni Muscogiuri e Andrea Stramenga hanno condannato il quarantatreenne a due anni di carcere e alla revoca della sospensione condizionale. —
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