Il Tirreno

Grosseto

Quando le parole resistono a sette furti

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Sei furti in pochi anni. Ogni volta Melania, titolare del bar Parioli di Grosseto, prende atto, conta i danni, ripulisce, ripara e magari tra sé e sé digrigna anche qualche giustificatissima cattiva parola.

Alla settima intrusione, però, Melania perde la pazienza: stavolta i ladruncoli per entrare e portarsi via poche monete le hanno sfasciato praticamente la vetrata intera.

E lei, che ogni santo giorno si fa “una schiena così” per tirare avanti la sua attività, sente che la misura è colma.

E allora che cosa fa? Corre a munirsi di porto d’armi? Dichiara di voler dormire ogni notte dentro il bar? Invoca l’esercito davanti al suo locale?

Macché. Con grazia, fa una proposta agli aspiranti ladri: «Avete bisogno di soldi? D’accordo. E allora invece di fare tutto questo disastro per pochi spiccioli, chiedetemeli direttamente. Io ve li darò».

Ovviamente mica “aggratis”, quel denaro, ma in cambio di qualche lavoretto utile al bar: una spazzata al pavimento, una sciacquata alla toilette...

Et voilà, in un colpo solo intravvedi la base programmatica per un inedito (utopico?) “Decreto Sicurezza & Dignità” che metta le due cose insieme: tu hai bisogno ma non rubi, io non ti faccio l’elemosina né cedo a un’estorsione; non ti sparo, ma ti insegno il senso del lavoro.

Probabilmente per altri tempi e nuovi mondi, ecco l’originale lezione di Melania. E delle sue parole che sanno resistere alla rabbia. —

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