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L’irresistibile volo di Carlotta, astro nascente della chitarra
Terza al contest internazionale di Tokio: a 19 anni era la concorrente più giovane. A marzo uscirà il suo secondo cd, dedicato alla musica barocca
GROSSETO. Con i suoi 19 anni è stata la partecipante più giovane alla 61ª edizione della Tokyo International Guitar Competition, uno dei concorsi più prestigiosi riservati ai chitarristi classici, ma è riuscita a incantare lo stesso la giuria lasciandosi alle spalle musicisti di 30 anni con una più lunga formazione alle spalle.
La grossetana Carlotta Dalia ha vinto a dicembre il terzo premio del prestigioso concorso nipponico e ha avuto il piacere di condividere il podio con un altro connazionale, il 28enne Gian Marco Ciampa. Il primo premio quest’anno non è stato assegnato e la differenza tra il secondo e il terzo posto in termini di valutazione è stata di appena mezzo punto. «L’emozione è stata grandissima – dice Carlotta, 20 anni il 25 agosto – e il risultato totalmente inaspettato proprio per il fatto di trovarmi a gareggiare con musicisti più grandi di me».
Il premio ottenuto a Tokyo non è però una sorpresa per critici e cultori della musica classica che riconoscono nell’artista grossetana un brillante talento capace di bruciare le tappe. «Ho iniziato a studiare la chitarra a 8 anni – dice Carlotta – ma se fosse stato per me avrei cominciato anche prima. In precedenza ho fatto un corso di propedeutica musicale ma in casa c’è sempre stata la chitarra e quello era il mio desiderio più grande». Carlotta Dalia ha iniziato i suoi studi con il maestro Alessandro Nobili per poi passare sotto la guida dei maestri Fabio Montomoli e Alessandro Benedettelli. Nel frattempo procedeva anche la sua carriera scolastica così si sono intrecciati scuola e conservatorio, amore per lo strumento e vita quotidiana: «Mi sono ritrovata nello stesso anno a sostenere gli esami di maturità classica al liceo Chelli e dopo una settimana la laurea triennale al conservatorio Franci di Siena». Attualmente frequenta il biennio al conservatorio Boccherini di Lucca nella classe del maestro Giampaolo Bandini.
Ma ci sono altri due insegnanti che hanno influenzato la sua formazione. «Ho studiato privatamente con un grande concertista come il maestro Aniello Desiderio – dice Carlotta – e per seguire le sue lezioni andavo apposta a Napoli. L’altro mio riferimento è stato il maestro Carlo Marchione che insegna al conservatorio di Maastricht e che tiene un corso di alto perfezionamento anche a Roma».
Carlotta ha tenuto il suo primo recital solistico a 12 anni e da allora viene invitata a esibirsi in festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero. Dal 2010 ha iniziato a partecipare a concorsi nazionali e internazionali collezionando premi su premi fino all’ultimo successo di un mese fa a Tokyo. L’attività discografica non è però da meno: il suo primo cd, “Gran solo”, è uscito quando aveva 16 anni e presto ci sarà un’altra bella sorpresa per gli appassionati di chitarra classica in tutte le edicole. «A marzo – anticipa Carlotta – uscirà il mio cd dedicato alla musica barocca insieme alla rivista Suonare News».
Il suo ultimo concerto in Maremma è stato il 28 dicembre scorso sul palco del teatro Castagnoli di Scansano dove ha chiuso l’edizione 2018 del festival Morellino Classica con cui si è creato un solido legame. «Quando mi hanno invitato la prima volta avevo appena 10 anni – dice Carlotta – e negli anni sono tornata più volte al festival con molto piacere».
In lei gli organizzatori del festival , Antonio Bonfilio e il direttore artistico Pietro Bonfilio, riconoscono «l’astro nascente della chitarra italiana nel mondo».
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