Il Tirreno

Grosseto

follonica 

Bilancio di fine mandato «Non è un atto politico ma un atto istituzionale»

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follonica. In riferimento all’articolo pubblicato nell’edizione di ieri dal titolo “Bilancio di fine mandato– Incarico a una società per quattromila euro”, l’amministrazione comunale di Follonica specifica quanto segue. «Il bilancio di fine mandato è uno strumento di rendicontazione utile ai cittadini per visionare l’azione amministrativa relativamente ai servizi pubblici attuati e gestiti dall’ente durante un mandato, in una comunità e in un territorio di riferimento: per questo motivo l’amministrazione comunale realizzerà questo strumento accessibile a tutti, facilitato e comprensibile, attuando i principi di trasparenza ed efficacia dell’attività amministrativa. Il bilancio di fine mandato è anche funzionale alla relazione di fine mandato, atto introdotto dall’articolo 4 del Dlgs 149/2011, che ha scopo di descrivere le principali attività normative e amministrative svolte durante il periodo del mandato, la cui mancata predisposizione comporta sanzioni a carico del sindaco, del segretario generale e del responsabile finanziario; la rendicontazione sociale – spiega ancora l’Amministrazione comunale di Follonica – è ovviamente un’attività istituzionale dell’ente, rappresenta forse quella più importante per i cittadini; il bilancio di fine mandato, documento di sintesi delle attività svolte, è uno strumento di trasparenza che lega il servizio pubblico all’effettivo bisogno pubblico che lo ha generato, legame che vincola l’azione amministrativa e ne giustifica l’esistenza stessa. È quindi chiaro come il bilancio di fine mandato non sia certo un atto politico ma istituzionale. E come tale sarà presentato dal sindaco in sede istituzionale». L’Amministrazione comunale sottolinea che «nell’ultima parte dell’articolo in questione si fa riferimento ad un concetto errato e fuorviante, al limite del tendenzioso, che associa il bilancio di fine mandato alla campagna elettorale del centro sinistra. Questa accezione, falsa e fantasiosa, confonde l’attività istituzionale con l’attività politica, quella che si confà appunto ad una campagna elettorale, fronte diverso che non deve essere confuso, né per disattenzione né per poca conoscenza, poiché così facendo si crea solo un danno collettività». –

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