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la legge di bilancio 

Assegni mensili più leggeri I pensionati scendono in piazza

Giovanna Mezzana
Assegni mensili più leggeri I pensionati scendono in piazza

Cgil stima che la decurtazione colpirà il 40% dei maremmani a riposo dal lavoro Si salva solo chi percepisce meno di 1.150 euro nette. Ecco quanto si perderà

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GROSSETO. Decine di pensionati maremmani il 3 gennaio si sono dati appuntamento in piazza Fratelli Rosselli. Hanno deciso che dovevano esserci alla manifestazione promossa da Cgil, Cisl, Uil contro il meccanismo di rivalutazione degli assegni mensili previsto dalla Legge di Bilancio per il 2019 che penalizza tutti coloro che percepiscono una pensione superiore a 1.100/1.150 euro netti mensili (quindi non trattamenti “d’oro”). E costoro sono tanti: Spi Cgil Grosseto stima che la decurtazione riguarderà il 40% dei pensionati maremmani.

la novità

Nella Legge di Bilancio (ex Legge di Stabilità e ancor prima Legge finanziaria)per il 2019 – è la legge n. 145 del 30 dicembre 2018 – al comma 260 dell’articolo 1 è previsto il nuovo meccanismo di perequazione, cioè il sistema di rivalutazione degli assegni pensionistici alla luce del tasso di inflazione e dunque del costo della vita. La manovra del Governo ha rivisto al ribasso le fasce di perequazione delle pensioni pagate dall’Inps per il prossimo triennio, che dunque cresceranno meno di quanto sarebbero dovute aumentare in base ad un accordo del settembre 2016.

chi è garantito

La rivalutazione dell’assegno mensile sarà al 100% (quindi senza alcuna decurtazione) per chi ha una pensione fino a 1.522 euro lordi al mese, cioè fino a tre volte il minimo Inps, che corrisponde a circa 1.100/1. 150 euro netti al mese: entro questa soglia la nuova normativa garantisce infatti la piena indicizzazione della pensione all’inflazione.

chi è penalizzato

Chi gode di assegni superiori a quel limite, invece, ci perde. Se non fosse intervenuta la Legge di Bilancio per il 2019, queste pensioni – come dettaglia il sito web pensionioggi. it – avrebbero avuto «l’adeguamento nelle misure stabilite dalla legge 388/2000, pari al 90% dell’inflazione per gli assegni sino a cinque volte il minimo Inps (cioè sino a 2.537, 1 euro lordi) e del 75% per la cifra superiore con il ritorno alle fasce progressive (più favorevoli). Il nuovo meccanismo in vigore dal 1° gennaio contiene invece gli aumenti in misura compresa tra il 97% ed il 40% a seconda della classe dell’assegno». L’alleggerimento riguarderà «almeno il 40% dei pensionati della provincia di Grosseto – valuta Lorenzo Centenari, segretario di Spi Cgil Grosseto – Purtroppo siamo costretti a tornare in piazza per accordi che credevamo di aver già raggiunto. Il Governo deve cambiare rotta».

i calcoli

Sempre secondo il sito web pensionioggi. it – considerato dagli addetti ai lavori tra i più precisi ed aggiornati – «le pensioni tra 3 e 4 volte il minimo Inps saranno rivalutate al 97% dell’inflazione; tra 4 e 5 volte al 77%, tra 5 e 6 volte al 52%; tra 6 ed 8 volte al 47%; tra 8 e 9 volte al 45% e quelle superiori a 9 volte al 40%». Ecco i calcoli di quanto si perde: si va da 5 euro al mese per chi ha una pensione di 2.300 euro lordi a 13 euro di decurtazione per assegni da 2. 800 euro lordi al mese; fino ad esempio ad oltre 25 euro per pensioni da 5mila euro lordi al mese; le simulazioni – sulla base di un tasso di inflazione, già comunicato dall’Istat – dell’1,1% sono consultabili sul sito pensionioggi.it. –


 

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