Il Tirreno

Grosseto

«Sarà difficile consumare alcolici al bancone se non riesci a entrare»

F.F.
«Sarà difficile consumare alcolici al bancone se non riesci a entrare»

L’attivista Lorella Ronconi riflette su alcuni degli “effetti collaterali”  del nuovo regolamento sul decoro per chi non si muove in autonomia 

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GROSSETO. «Il nuovo regolamento sul decoro obbliga, dalle 21 alle 6, a consumare alcolici solo all’interno di bar, ristoranti e locali in genere? Non si possono comprare e consumare per strada? E come la mettiamo se una persona in quel bar, in quel ristorante, in quel locale non ci può entrare perché una barriera architettonica glielo impedisce?».

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Gli “effetti collaterali” di alcune norme del nuovo regolamento per la tutela e il decoro del centro storico continuano a far discutere. Lorella Ronconi, una vita spesa per i diritti delle persone diversamente abili e fondatrice della campagna #solounminuto, che già ieri polemizzava sull’assenza, fra tante nuove regole, di obblighi per i negozianti rispetto all’abbattimento di barriere architettoniche, torna oggi ad analizzare un altro aspetto del testo, quello contenuto all’articolo 8. Qui si vieta di vendere alcolici da asporto dalle 21 alle 6. È consentito solo il consumo secondo la cosiddetta “somministrazione” (al bancone di un bar, al tavolo di un ristorante...).

«La somministrazione di bevande in vetro o alcolici solo dentro i locali mi sembra una bestemmia – sbotta Ronconi – perché il problema è entrarci dentro! È assolutamente discriminatorio».

Altre parti del regolamento sono invece accolte con favore da Ronconi. «Sono soddisfatta del fatto che si sia pensato di vietare i cactus e le piante acuminate nelle fioriere – dice – perché possono essere pericolosi per i bambini e per gli ipovedenti».

Delusione, invece, per l’assenza di un dibattito che coinvolga tutta la città sul tema delle barriere architettoniche. Perché se in consiglio comunale è stata battaglia, venerdì scorso, tra maggioranza e opposizione, «mi chiedo – dice Lorella Ronconi – perché un tale dibattito non si è mai aperto sul problema delle barriere architettoniche. Perché non se ne discute in consiglio comunale. Vorrei che ci fosse una presa di posizione dei “laici”, delle persone cioè che non sono disabili. Fa molto male questa indifferenza amministrativa ma anche civica. Mi sembra che i cittadini siano tutti anestetizzati rispetto a questo problema. Che in fondo, se ci pensiamo bene, è un reato. O no?». — F.F.
 

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