Il presidio
Vietato incatenarsi ai pali e altre chicche dei 90 e più regolamenti del Comune
Un’infinità di obblighi e divieti, vecchi e nuovi, normano ogni ambito della civile convivenza dalla Rugginosa ad Alberese
C’è un regolamento “del consiglio comunale”, uno “per l’uso della sala consiliare” e uno “per la ripresa audio-video in diretta streaming delle sedute del consiglio comunale”. C’è un regolamento per la Tares, un disciplinare sulla “pratica del compostaggio domestico e non domestico” e uno “sull’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani”. Uno “sui servizi cimiteriali” e uno relativo a “cremazione, affidamento, conservazione e dispersione delle ceneri”. Uno sul “trattamento dei dati sensibili e giudiziari” e uno sulla “tutela della riservatezza dei dati personali contenuti in archivi e banche dati comunali”.
Sono 92 i regolamenti del Comune di Grosseto pubblicati sul sito internet dell’ente, consultabili e scaricabili. Il numero non deve impressionare: affacciandosi alla finestra, il vicino Comune di Siena ne ha 91, ordinati per materia. Per di più l’elenco grossetano contiene dei doppioni (quello sull’imposta di soggiorno ad esempio) e dei link non attivi.
Ad ogni modo, non si può muovere un dito, da Alberese alla Rugginosa, senza che un regolamento stabilisca, per filo e per segno, come fare.
E se le regole ci vogliono e vanno rispettate – e nessuno lo mette in dubbio – a volte, strappano un sorriso o tirano su un sopracciglio. Oggi come ieri.
E così, tra le varie regole vigenti, chi ha un cane sappia che dal 2013 (regolamento per la tutela degli animali, articolo 5 comma 10) «è vietata su tutto il territorio comunale la colorazione degli animali per qualsiasi scopo». Viene da ridere a pensare a un pastore maremmano con mèches, eppure – evidentemente – se la norma c’è vuol dire che qualche imbecille ci ha pensato o provato.
Il regolamento di polizia urbana tuttora in vigore (2014), approvato dalla giunta Bonifazi e che sarà sostituito con uno nuovo più restrittivo, vieta di «legarsi o incatenarsi» a «pali, arredi, segnaletica, inferriate e altri beni pubblici» (articolo 7 comma 3). Volete fare una clamorosa di protesta? La catena scordatevi di attaccarla al portone del sindaco.
Sempre dallo stesso testo, un intero articolo, il 15, è dedicato all’obbligo di «sgombero della neve nell’abitato» e impone «a ogni proprietario o locatario» di pulire dalla neve il marciapiede davanti a casa quando nevica. Chissà se l’articolo 15 avrà mai la soddisfazione di venire applicato, visto che in città la neve si vede con il lumicino, sia per quantità che per frequenza. Ad ogni modo la materia è regolata e si può stare tranquilli.
Anche dentro al palazzo comunale ci sono regole precise per i dipendenti. Il regolamento sul comportamento dei dipendenti pubblici (2013), ricalcato sul decreto del Presidente della Repubblica, vieta ai dipendenti comunali di «chiedere per sé o per altri regali o altre utilità», a meno che non siano di modico valore e scambiati «nell’ambito delle normali relazioni di cortesia e nell’ambito delle consuetudini internazionali». Giusto, vien da pensare. Ma a quanto ammonta il “modico valore”? Ben 150 euro. Insomma, non proprio un pensierino… —
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