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Strillaie, il Comune dà incarico a Sistema
L’amministrazione interrompe il contratto con la Sit e affida lo smaltimento del percolato alla società in house
Il Comune di Grosseto risolve il contratto con la società Sit, affida alla partecipata Sistema la depurazione del percolato dell’impianto delle Strillaie e si prepara ad affrontare la questione anche in tribunale.
Il via libera è arrivato ieri in consiglio comunale dopo che alla vigilia di Natale la giunta aveva approvato una delibera in tal senso e dopo che la proposta è passata, due giorni fa, in commissione.
«Il servizio era precedentemente affidato alla Sit – ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale –. Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una fattura contestata per smaltimento fuori dal sito perché non era chiaro se il percolato fosse nostro. Il procedimento al momento ci vede vincitori. Da lì siamo andati a rivedere tutto».
In questa revisione sono comprese anche alcune importanti economie che hanno avuto delle ricadute sulla bolletta della spazzatura dei grossetani. Ma non è finita qui.
«Il 24 dicembre – ha proseguito ieri in consiglio comunale Megale – abbiamo saputo dal nostro legale che potevamo uscire dal contratto». E non solo.
Il Comune ha infatti intenzione di affidare per il 2019 lo stesso compito finora svolto da Sit a Sistema.
«Abbiamo affrontato tutti gli scenari e siamo arrivati a stabilire un affidamento di un anno per capire come funziona l’impianto, vedere se ha bisogno di qualche accorgimento, capire quanto percolato produce».
Il 15 gennaio è previsto il passaggio di consegne. «Avere il via libera del consiglio tranquillizza tutti – ha aggiunto Megale –. D’altro canto Sistema c’è già da oltre un anno per fare la manutenzione... Se nel corso del 2019 vediamo che c’è un risparmio, nel 2020 potremo fare un affidamento stabile».
Al momento, ha spiegato Megale, «c’è un’indagine in corso; se ci fosse un danno per il Comune, il Comune si costituirà parte civile».
M5s, Pd e Passione per Grosseto hanno contestato all’amministrazione di non aver prodotto documenti utili a chiarire i contorni del provvedimento. La pentastellata Francesca Amore si è detta «convinta dei buoni intendimenti dell’amministrazione ma questo atto non ci consente di capire bene quali siano le gravi inadempienze contrattuali», ha spiegato. Sulla stessa linea Lorenzo Mascagni, capogruppo del Pd: «Pur comprendendo l’urgenza, i consiglieri hanno bisogno dei documenti per capire cosa stanno votando e per prendersene la responsabilità. Non si può votare per atto di fede».
Sull’altro fronte Bruno Ceccherini di FdI, annunciando il proprio voto favorevole, si è detto certo «che i costi saranno molto inferiori» e ha rinfacciato al centrosinistra di aver abolito, quando era al governo della città, l’assessorato all’ambiente e, di conseguenza, i controlli.
Megale ha infine annunciato che entro giugno è previsto un progetto di tombatura del sito del valore di 17-18 milioni di euro. —
F.F.
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