Il Tirreno

Grosseto

in tribunale 

Minaccia e violenta la fidanzata: ai domiciliari

Francesca Gori

Per mesi un ragazzo di 23 anni avrebbe reso la vita della donna un inferno: la madre di lei ha tenuto un diario

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Questa mattina si troverà davanti al giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna che dovrà decidere se convalidare o meno la misura cautelare alla quale è stato sottoposto pochi giorni prima di Natale, quando il sostituto procuratore Anna Pensabene ha chiesto per il ragazzo i domiciliari. Ad arrestarlo sono stati gli agenti della polizia. Con una sfilza di accuse che vanno dalle lesioni personali alla violenza privata per arrivare ai più gravi, lo stalking e la violenza sessuale.

La storia d’amore tra un ragazzo di Capalbio di 23 anni e una donna grossetana di 33 è finita in tribunale, trascritta in un fascicolo di quattrocento pagine che raccontano la nascita di un incubo. Pagine e pagine di messaggi e telefonate, inviati da entrambi, nei quali si legge lo svolgersi di un amore che con il passare delle settimane era diventato sempre più morboso. Un’altalena di decisioni, di prendersi e lasciarsi, fino agli episodi di violenza, ai lividi visti dalle amiche addosso alla donna, fino alla pretesa di avere con lei un rapporto orale un giorno in cui la giovane aveva detto di no e lui l’avrebbe invece costretta.

«Se mi lasci ti ammazzo», ha scritto il ragazzo via messaggio alla donna che di quella relazione sembrava essere davvero stanca. Salvo poi, qualche ripensamento che la riportava sempre all’inizio, all’amore e al dolore per una storia che sembrava non avere il lieto fine.

Nei confronti del ragazzo, difeso dall’avvocato Ilaria Vichi, il Questore avrebbe anche emesso un divieto di avvicinamento alla giovane che lui sostiene però di non aver mai ricevuto.

La donna era finita in un incubo che è andato avanti da luglio a ottobre: se lui non c’era, lei evitava anche di uscire da casa. Una situazione che aveva fatto scattare l’allarme a casa della ragazza: è stata sua madre a consegnare alla polizia un diario che la donna ha tenuto per tutto il tempo della relazione della figlia con il ventitreenne, nel quale sono stati appuntati tutti gli episodi che secondo lei rappresentavano bene i soprusi che la trentatreenne era costretta a subire.

La donna, rappresentata dall’avvocato Paola Pippi, non ha chiesto, nei mesi passati, l’attivazione del codice rosa.

Ha però avuto il coraggio di denunciarlo e interrompere una relazione che non le avrebbe mai regalato solo amore ma tanta paura. —

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