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IL DIBATTITO 

Economia in crisi Breda insiste «Servono subito azioni incisive»

Gabriele Baldanzi
Economia in crisi Breda insiste «Servono subito azioni incisive»

Il presidente della Camera di Commercio sul nuovo tracollo degli indicatori in Maremma: «Allarme lanciato da tempo»

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GROSSETO. Il crollo di Grosseto nelle graduatorie del Sole 24 Ore, dove si misura la qualità della vita (66° posto tra le 107 province italiane, mai così in basso dal 1990), continua ad animare il dibattito. Lo commenta Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, da pochi mesi vicepresidente nazionale di Unioncamere.

Presidente, è rimasto sorpreso da questo posizionamento? Secondo lei è una fotografia corretta?

«Certi dati non possono sorprendere gli addetti ai lavori. La fotografia della nostra provincia che ci regalano i report e gli indicatori del Sole è coerente con tutti gli studi che la Camera di Commercio ha presentato negli ultimi mesi. Siamo un’area che riassume tutti i segnali di un declino allarmante. Sintomi ben visibili a chi si occupa di economia, a chi monitora costantemente il mondo delle imprese».

Demografia in declino, una conclamata crisi imprenditoriale, assenza di infrastrutture e incapacità di attrarre investimenti. Come si cambia traiettoria?

«Su questi punti già da mesi la Camera di Commercio ha lanciato un grido d’allarme per tutti coloro che amministrano, governano i cittadini o rappresentano il mondo imprenditoriale. Già con il disarmante rapporto sullo stato dell’economia di luglio avevamo presentato l’esigenza assoluta di lavorare a un piano d’emergenza per lo sviluppo. Non è facile invertire la rotta segnata dai dati economici, ma l’unico modo è uno sforzo condiviso e profondo che rappresenti finalmente alla politica regionale e nazionale l’area di Grosseto come un’area di crisi complessa, al pari di altri territori con problemi analoghi, ma a me sembra più presenti nell’agenda governativa dove noi invece scompariamo».

Lei quindi chiede misure tempestive e incisive agli amministratori locali, regionali e nazionali. Giusto?

«Sì, perché la risposta del mondo imprenditoriale e dei lavoratori alle difficoltà strutturali che viviamo, a mio avviso, c’è stata ed è stata forte. Ora dobbiamo avere una maggiore condivisione con la politica, gli amministratori, i governi a ogni livello, che dovrebbero stare al nostro fianco».

Cosa ha fatto la camera di commercio concretamente?

«Dall’inizio di novembre, sotto la guida della Camera di Commercio, si è costituito un Tavolo per lo sviluppo di cui fanno parte tutte le categorie economiche e i rappresentanti dei lavoratori. Lo scopo è studiare le proposte possibili da riassumere in un piano di progetto, una guida operativa con richieste vitali per la nostra economia. Questo documento dovrà presto avere vita e gambe. Il nostro compito deve essere quello di rappresentarlo ai vertici istituzionali – Governo, Regione e amministratori locali – come un’esigenza prioritaria, facendo comprendere la gravità della situazione».

Ma il “malato Grosseto” secondo lei è recuperabile?

«Nonostante i dati siano preoccupanti al punto da far pensare che presto questa situazione potrebbe degenerare, io resto ottimista. Credo che possiamo uscirne. Il nostro territorio ha indubbiamente grandi risorse e potenzialità turistiche e paesaggistiche, ma forse è arrivato il momento in cui bisogna smettere di dire quanto è bella e unica la Maremma. Dobbiamo invece capire che questa bellezza deve coniugarsi con una crescita economica, soprattutto del manifatturiero, perché altrimenti non c’è margine di miglioramento».

Una priorità assoluta?

«È prioritario offrire al territorio, ai cittadini e alle imprese una visione, una prospettiva di crescita, anche rischiando qualcosa. Non rendersene conto, temporeggiare ancora, ci potrebbe condurre al coma irreversibile, a un futuro arido e senza prospettive». —

Gabriele Baldanzi

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