Il Tirreno

Grosseto

la polemica sul commercio/1 

Divieti sull’alcol in centro storico Il sindaco replica

Divieti sull’alcol in centro storico Il sindaco replica

Vivarelli Colonna ribatte al centrosinistra: non cambia  niente per chi consuma nei locali Dalle 21 alle 6, però, impossibile comprare bottiglie da portar via 

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. «Nessun proibizionismo» e «molta confusione e forse tanta inutile strumentalizzazione». Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna risponde alla polemica sollevata da Pd e Lista Mascagni riguardo alle novità sulla vendita di alcol in centro storico, introdotte nel Regolamento per la tutela e il decoro del centro storico, che sarà discusso stamani in consiglio comunale.

«Nessuna battaglia illiberale – dice il sindaco –. Chi afferma il contrario non conosce la differenza tra vendita e somministrazione di bevande alcoliche: chi andrà a cena in un ristorante del centro storico potrà tranquillamente ordinare un Morellino con il cinghiale in umido. Così come chi vorrà finire la serata in un bar di piazza del sale potrà sorseggiare un gin tonic. La somministrazione di bevande alcoliche nel centro storico di Grosseto non ha subito nessuna limitazione». Per il centrosinistra invece il testo così com’è scritto potrebbe aprire la strada a ricorsi e richieste danni. Ma il sindaco chiarisce: le limitazioni riguardano «la sola vendita» e «l’asporto di alcol per negozi di alimentari o esercizi di vicinato dopo le 21 (i quali di solito a quell’ora sono già chiusi) e per l’asporto in tutti gli altri tipi di esercizi tra le 21 e le 6».

Confermata dunque l’impossibilità per un bar, un ristorante o un’enoteca, di vendere bottiglie tra le 21 e le 6. La ratio del regolamento, precisa il sindaco, è evitare che di notte «ci siano persone che circolino in centro storico con alcol in bottiglie di vetro acquistate in bar o ristoranti». Una puntualizzazione rispetto all’articolo 8 che vieta la «vendita» e la «vendita per asporto» di alcol «in qualunque contenitore». Va precisato che l’articolo vieta anche, tra le 21 e le 6, la vendita di ogni bevanda, anche analcolica, se contenuta nel vetro.

«L’opposizione – conclude il sindaco – usa a sproposito un comma di un articolo decontestualizzandolo ed evitando di riportare la chiara deroga espressa: “ad eccezione del servizio al tavolo”». Questo il testo a cui Vivarelli Colonna fa riferimento: «Il sindaco con apposita ordinanza può disporre restrizioni per tipologia di contenitore e/o di bevanda e degli orari, per la vendita per asporto da parte di somministratori... ad eccezione del servizio al tavolo nell’ambito delle sole attività di somministrazione di alimenti e bevande». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web