Il Tirreno

Grosseto

Bimba dimenticata e morta in macchina Chiesta l’archiviazione per il padre

Pietro Barghigiani
Bimba dimenticata e morta in macchina Chiesta l’archiviazione per il padre

Per la Procura il papà non è punibile, nessuna responsabilità colposa. La consulenza sull’amnesia transitoria dissociativa

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Nessuna responsabilità in quella sequenza iniziata la mattina del 18 maggio e conclusa nel primo pomeriggio con la scoperta del corpo senza vita di sua figlia nell’ovetto sul sedile posteriore dell’auto.

Per la Procura Daniele Carli non merita un processo. Quello che è successo è stata una fatalità senza negligenze da parte di un genitore che da quel giorno sconta nel suo privato una pena che nessun Tribunale potrà mai infliggergli.

È stato indagato per omicidio colposo dopo la morte della piccola Giorgia, un anno da compiere, nella macchina lasciata nel parcheggio della Continental a San Piero a Grado prima che il papà entrasse al lavoro. Un atto necessario per acquisire tutte le consulenze e poi arrivare alla sintesi che il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni ha formalizzato con la richiesta di archiviazione inviata all’ufficio gip che deciderà se accoglierla o chiedere ulteriori accertamenti. La terza opzione sulla carta è quella di un’imputazione coatta, anche se le perizie concordano sull’assenza di comportamenti colposi del padre della piccola vittima. La consulenza del professor Alessandro Meluzzi, incaricato dalla Procura, aveva escluso la causa di punibilità per l’ingegnere 44enne, originario di Scarlino, residente a Cascina e per anni segretario del Pd di Riglione. Quella che ha colpito Carli è un’amnesia dissociativa transitoria. Un black out improvviso e asintomatico che aveva annullato la presenza della piccola sul sedile posteriore dell’auto da quando erano partiti dall’abitazione a quando il papà avevo parcheggiato alla Continental. L’asilo dista trecento metri dalla casa. Carli c’era passato davanti rimuovendolo completamente. Per lui la bimba era già al nido. Un buco nero che anche nel corso della giornata non era stato illuminato. Non era servita la telefonata ricevuta nel corso della mattinata dalla moglie Gabriella Perrone. E nemmeno la conversazione con i colleghi all’ora di pranzo, durante la quale l’ingegnere aveva anticipato l’imminente programma vacanziero con la famiglia. Solo quando nel pomeriggio la moglie lo aveva chiamato per chiedergli della bimba, visto che all’asilo risultava assente, Carli era uscito dall’oscuramento mentale in cui era stato avvolto fin dal mattino. E la corsa verso la macchina era terminata con lo strazio di vedere la piccina esanime nell’ovetto. La consulenza del professor Meluzzi coincide con quella del professionista nominato dalla difesa (avvocato Antonio Cariello), il dottor Guido Cappa, dirigente di psichiatria a Piacenza. L’amnesia dissociativa transitoria nella patologia forense ormai è diventata una causa di non punibilità. Per gli psichiatri il papà di Giorgia era convinto che la bimba fosse al nido. E per questo non va processato. —



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