Il Tirreno

Grosseto

Incroci a raso e nessun intervento Sulla statale si continua a morire

Ivana Agostini
Incroci a raso e nessun intervento Sulla statale si continua a morire

La sorella della vittima, anche da sindaca, si era battuta per la messa in sicurezza della strada

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. Quella con il nome di Patrizia Paffetti è l’ennesima croce sulla statale Aurelia che continua a mietere vittime. L’ultima proprio la vigilia di Natale: l’ennesima su una strada che aspetta di essere messa in sicurezza da 50 anni. Una sicurezza che anche la sorella di Patrizia, Monica Paffetti, ha chiesto a gran voce e che ancora il territorio aspetta.

La vita di Patrizia è finita contro un albero. Uno dei pochi che si trova in quel tratto di Aurelia dove è presente anche un incrocio a raso.

L’auto di Patrizia non si è scontrata con altre vetture. Le cause per cui il marito ha perso il controllo non si conoscono però quel tratto è uno dei più pericolosi. Nelle vicinanze c’è l’incrocio che porta verso Cupi, che in altre occasioni è stato teatro di incidenti. Andando verso Grosseto la situazione non cambia: a Banditella c’è un altro incrocio a raso che ha visto la morte, in uno scontro fra due auto, a marzo di quest’anno, dell’ex comandante della polizia municipale di Grosseto, Felice Serra. La moglie Dalila che viaggiava con lui rimase gravemente ferita e morì alcuni giorni dopo in ospedale. Fra le vittime della statale Aurelia anche il senatore Altero Matteoli, ex sindaco di Orbetello, che per anni aveva lottato per un’autostrada proprio nel tratto in cui ha perso la vita. Uno schianto contro un’altra auto dopo aver oltrepassano la sua carreggiata per finire nella corsia opposta. Anche nel punto dove è morto Matteoli non c’è new jersey, c’è un incrocio a raso per immettersi sulla Pedemontana.

L’elenco dei morti sulla statale Aurelia è infinito.

Era il 7 settembre del 2017 quando si verificò un altro incidente mortale dopo l’incrocio di San Donato, in direzione sud. Un furgone che trasportava giornali si scontrò con un camion della spazzatura: il conducente del furgone, di 22 anni, Muamer Sulemanovski, morì sul colpo. Il furgone della spazzatura era in panne fermo sull’Aurelia dove non esiste una corsia di emergenza.

Ma le croci sono ancora tante se si arriva nel tratto di Capalbio, quello più pericoloso, l’unico a due corsie. 12,5 chilometri che aspettano di essere messi in sicurezza su cui gli automobilisti rischiano ogni giorno. Mentre sull’Aurelia si continua a morire, la sua messa in sicurezza sembra essere ancora al palo. Ogni morte sull’Aurelia riapre interrogativi che ormai hanno compiuto mezzo secolo e che sembrano lontani dall’avere risposta. Quando i 12 chilometri e mezzo di Capalbio saranno messi in sicurezza, quando saranno tolti gli incroci a raso. Per il momento proprio nel tratto dove ha perso la vita Patrizia Paffetti è stato rifatto l’asfalto. Ora viaggiare su quella strada quando piove è più sicuro, prima sembrava di essere in piscina. Interventi che però non bastano a salvare la vita a chi viaggia su quella strada. —

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