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Alcolici in centro e in aree pubbliche Nuovi divieti Scoppia la polemica

Francesca Ferri
Alcolici in centro e in aree pubbliche Nuovi divieti Scoppia la polemica

Due regolamenti comunali in arrivo sollevano critiche  Pd e lista Mascagni: «Norme liberticide, il Comune rischia»

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L’amministrazione Vivarelli Colonna si appresta a varare un regolamento che vieterà di «consumare bevande alcoliche di qualsiasi genere in qualsiasi tipo di contenitore... in tutte le aree pubbliche o private a uso pubblico» del comune a meno che non ci si trovi al bar o nelle sue pertinenze. Stesso divieto per gli analcolici nel caso siano in bicchieri o in bottiglie di vetro.

L’allarme lo lancia il centrosinistra, con i consiglieri comunali di Pd e Lista Mascagni che, a pochi giorni dalla dura presa di posizione contro i nuovi obblighi per chi vuole aprire un negozio in centro, accendono i riflettori sulle novità per la vendita e il consumo di alcol. Novità previste da due regolamenti che il consiglio è chiamato ad approvare: il regolamento per la tutela e il decoro del centro storico e il regolamento sulla polizia urbana. Proprio da quest’ultimo è tratto il virgolettato citato in apertura (articolo 7).

Secondo i consiglieri Carlo De Martis (Lista Mascagni), Lorenzo Mascagni (Pd), Marilena Del Santo (Lista Mascagni), Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati (tutti Pd), le conseguenze saranno devastanti. «A meno che non vogliate beccarvi una multa salata (fino a 300 euro), addio birretta fresca sul lungomare di Marina, e addio al bicchiere di vino durante il pic-nic con la famiglia in pineta o alla Steccaia. Ma attenzione: addio anche alla “movida” in centro, perché allontanarsi con il bicchiere in mano di qualche metro al di fuori dell’area concessa al bar costerà caro: sempre fino a 300 euro. Ma questo è certo lo scenario più improbabile, visto che dopo le 21 diventeremo tutti astemi...».

Il riferimento è al regolamento per il decoro del centro storico. L’articolo 8 stabilisce che qui, sulle Mura e nell’area perimetrale esterna alle Mura «è fatto divieto di vendita... e di vendita per asporto... di alcolici di ogni gradazione, in qualunque contenitore, dalle 21 fino alle 6». Solo in caso di manifestazioni patrocinate o organizzate dal Comune si potranno fare deroghe.«Baristi e ristoratori sono avvisati – ironizza il centrosinistra – al calar del sole niente più vino, birra, cocktail e ammazzacaffè, solo acqua, chinotto e succhi di frutta. Le conseguenze in caso di inottemperanza? Non si scherza: anche la chiusura dell’attività. Questo solo per il centro storico, al di fuori delle Mura scatenate pure l’inferno…».

Il testo, in effetti, lascia spazio a qualche dubbio interpretativo. Prevede infatti un «divieto di vendita» e un «divieto di vendita per asporto», lasciando intendere che la sola «vendita» non preveda di portare via (asporto) quanto acquistato, finendo per equipararla alla “somministrazione”, che significa: compro e consumo sul posto.

«Qualunque fosse l’intendimento della giunta – dicono Pd e Lista Mascagni – i testi che sono stati partoriti non lasciano spazio a dubbi e non potranno che essere applicati dagli organi accertatori senza margini di discrezionalità». Una stoccata anche alla Lega a cui il centrosinistra attribuisce «il “merito”» di queste norme, «che per una straordinaria legge del contrappasso a forza di inveire contro il mondo islamico è riuscita a introdurre a Grosseto divieti che troviamo solo nei paesi islamici più integralisti».

Per il centrosinistra le norme non centrano nemmeno l’obiettivo di eliminare la movida molesta che «certo porta con sé alcune problematiche – dice – ma consente tuttavia di circoscrivere le serate dei nostri ragazzi entro un’area “protetta” quale è il centro storico, evitando che si spostino da un locale all’altro in auto». Il centrosinistra parla di norme «illiberali e liberticide» e «ad altissimo rischio di illegittimità» che potrebbero far piovere «ricorsi e richieste risarcitorie» sul Comune. —



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