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Novità sul commercio, De Martis: "Parlano di “decoro” ma è insopprimibile smania xenofoba"

Carlo De Martis (lista Mascagni sindaco)
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Carlo De Martis (lista Mascagni sindaco)

Il consigliere della lista Mascagni mette in guardia: "Crociata illiberale, danno per gli imprenditori" 

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L'INTERVENTO

di Carlo De Martis*

"Vorresti aprire una pizzeria al taglio o una gelateria nel centro storico di Grosseto? O stai pensando alla possibilità di un market che permetta ai residenti di fare la spesa e avere finalmente una vita normale oltre gli aperitivi? O vorresti rendere più accattivante la tua vetrina con qualche bel pannello o scritta luminosa? Rassegnati, con il Regolamento per il “decoro” del centro storico tutto questo sarà vietato o ostacolato in ogni modo...

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È impossibile riassumere in poche righe il lunghissimo elenco di vincoli e divieti che tra qualche giorno saranno introdotti per gli imprenditori grossetani, ma qualche anteprima è il caso di darla visto anche, guarda caso, l’inusuale silenzio del sindaco.

Le attività esercitate con modalità “assimilabili” al fast food (pizzerie al taglio, paninoteche, piadinerie e gelaterie, oltre ai tanto vituperati “kebabbari”), a meno che non dispongano di una superficie di oltre 70 mq potranno essere aperte solo a condizione che vendano prodotti del territorio o a filiera corta. Gli amanti di pizza al wurstel e gelato al cioccolato devono farsene una ragione. Quanto ai bar, a meno che non disponiate di un fondo di oltre 40 mq lasciate perdere.

La pillola più amara è riservata però ai market, che non saranno liberi di vendere ciò che vogliono, ovvero ciò che serve ai clienti (come in ogni parte della città, e del mondo), ma dovranno riservare oltre il 50% della propria superficie di vendita a “prodotti della tradizione italiana”. In altre parole, se per avventura qualche marchio della grande distribuzione decidesse di provarci, come abbiamo letto nei giorni scorsi, dovrebbe riempire gli scaffali di cantuccini, prosecco, gorgonzola, riservando un angolino a shampoo, hamburger e banane... Non si comprende poi per quale motivo si voglia impedire agli esercenti di rendere le proprie vetrine belle e accattivanti, vietando pannelli e scritte luminose.

La chicca infine all’art. 5, che stabilisce che le insegne dovranno essere «espresse esclusivamente con caratteri della cultura occidentale». Il dibattito in commissione è stato surreale, con l’assessore che si è autoinvestito del ruolo di “conferitore di patenti di occidentalità”: all’esito abbiamo appreso che il cirillico sarà bandito (forse l’assessore non sa che è alfabeto ufficiale dell’Ue), mentre il greco è stato accettato. Qualche dubbio è emerso sui numeri arabi, alla fine ammessi...

In fondo, a ben vedere, tutta questa corsa a un non meglio definito “decoro” ha un unico comune denominatore: un’insopprimibile smania xenofoba unita all’assenza di una visione di reale sviluppo per la nostra città. È così che dopo la pretesa di disinfestare le aule dove studiano gli alunni extracomunitari, oggi la destra al governo ci presenta questa nuova perla. Peccato che nell’ansia da prestazione antikebabbara Vivarelli Colonna si erga a paladino di una crociata illiberale che porterà solo a mortificare ulteriormente il tessuto imprenditoriale che ha bisogno di un’amministrazione capace di offrire stimoli e opportunità alle attività economiche e non sia solo fonte di nuovi vincoli, oneri, divieti".

*Capogruppo lista Mascagni Sindaco


 

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