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erosione costiera 

Bocca d’Ombrone, la spiaggia non c’è più Una scogliera artificiale ferma il mare

Francesca Ferri
Bocca d’Ombrone, la spiaggia non c’è più Una scogliera artificiale ferma il mare

Messa a protezione del casino di caccia, per la prima volta interrompe il litorale sabbioso e trasforma il paesaggio

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PRINCIPINA A MARE. I pescatori tengono ben strette le loro canne, con le onde che battono fino a metà gambe, infilate in lunghi stivali impermeabili. Due ciclisti sulla battigia con le loro bici dalle enormi ruote buttano un’occhiata e procedono oltre. Qualche sporadico passante, arrivato fin quaggiù a piedi, si ferma e si lascia sfuggire: «Che disastro».

Parco della Maremma, a sud di Principina a mare, poco distante da Bocca d’Ombrone, tenuta di Torre Trappola. Una scogliera posticcia – come quelle costruite all’imboccatura dei porti – messa a protezione del casino di caccia che è ormai lambito dal mare, interrompe il lungo tombolo sabbioso che da Castiglione della Pescaia arriva fino ai monti dell’Uccellina. La spiaggia non c’è più, letteralmente. E, per la prima volta da quando madre natura l’ha concepita, la spiaggia viene spezzata da enormi massi. Una scogliera appunto.

Da qui guardando verso nord le onde arrivano alle piante che di solito si trovano sulle dune; guardando verso sud alcune file di pali conficcati sul fondale perpendicolarmente alla spiaggia mostrano la loro impotenza rispetto alla forza delle onde: non c’è sabbia intorno, solo la strada – sì, una vera e propria strada di terra – con ben visibili i solchi degli pneumatici dei grossi mezzi usati per contrastare il problema dei problemi: l’erosione costiera.

Non è una novità che in questo punto il mare si mangi la spiaggia. Sono decenni che gli esperti lo dicono e lo ripetono: la zona non è “a rischio”; è “destinata” ad essere ingoiata dalle onde.

E mentre a Marina di Alberese si vedono gli effetti dei lavori antierosione avviati con un progetto ciclopico una decina di anni fa, il problema – risolto là – sembra essersi spostato qua, poco più a nord della foce dell’Ombrone.

Non che si stia con le mani in mano. La costruzione della scogliera è, appunto, uno degli interventi che il Parco della Maremma ha messo in atto. E la Regione Toscana negli anni ha speso fior di milioni per spingere indietro il mare.

Non è la prima volta che questo punto, qui vicino al casino di caccia, finisce quasi sott’acqua, soprattutto in questo periodo. Negli anni scorsi il mare arrivò al portone e furono fatti interventi tampone con sacchi di sabbia. La scogliera è parte del successivo intervento strutturale che dovrebbe tutelare un po’ di più la costa. Ma viene da chiedersi per quanto sarà efficace e a quale prezzo.

La preoccupazione per l’erosione costiera di questa zona ha spinto, nei mesi scorsi, la Pro loco di Marina di Grosseto e Principina a mare a organizzare un importante convegno sul tema, al quale hanno partecipato luminari dell’Accademia dei georgofili ed esperti del Gruppo nazionale per la difesa dell’ambiente costiero. La foce dell’Ombrone sta arretrando e il sistema dunale di Principina è in pericolo, queste le conclusioni. Ormai non è più allarme: purtroppo è già realtà. —
 

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