Il presidio
La strada è al buio parte la petizione
Via di Sterpeto non ha ancora un’illuminazione pubblica Cittadini infuriati: «Ogni giorno rischiamo di essere investiti»
GROSSETO. La strada è buia, e le persone devono farsi luce con le torce o approfittare del chiarore che arriva dai negozi accanto. Black out temporaneo? Macché: è sempre stato così.
Chiedono sicurezza i residenti di via di Sterpeto, strada che collega il cimitero comunale di Grosseto con il centro della città e culmina nelle due colonne affacciate in via Adda. L’illuminazione pubblica qua non c’è mai stata.
Gli abitanti chiedono semplicemente (e quasi anacronisticamente) “lampioni” per poter camminare in sicurezza e senza più il rischio di essere falciati dalle auto.
Non è la prima volta che si fanno sentire. Già alcuni anni fa raccolsero più di 2mila firme che inoltrarono al Comune (vecchia giunta), ma l’iniziativa non sortì alcun effetto. Oggi ci riprovano. In questi giorni è partita una nuova petizione per chiedere alla nuova amministrazione l’illuminazione pubblica per via di Sterpeto.
La raccolta è stata appena avviata e conta già un centinaio di firme, che da qui in poi potrebbero crescere esponenzialmente. Gli abitanti vogliono fare sul serio e allargheranno il loro spettro d’azione. «Se necessario – dicono - metteremo i banchetti davanti all’ingresso del cimitero, nel parcheggio. Non sarà difficile arrivare a migliaia di firme anche stavolta, e vediamo se prima o poi qualcuno ci ascolta. La situazione è grave, pericolosa per tutti noi».
La strada è una delle più vecchie di Grosseto, risale al 1910. Guardando il cimitero si apre sulla sinistra accanto a un parcheggio, pure quello buio. Lungo i lati di via di Sterpeto si affacciano case. Abita qua una decina di famiglie; altri alloggi sono in costruzione.
Qua e là si sono accumulati rifiuti che gli abitanti hanno tolto. Qualche incendio. Atti vandalici, tentativi di furto. E mai nessun lampione.
Sono a rischio perpetuo le tante anziane che vanno a trovare i propri cari al cimitero ed escono da Sterpeto alle 17,30 (orario di chiusura invernale dei cancelli). A quell’ora è buio pesto e per strada sono costrette a usare le torce. Devono stare attente a non inciampare. Sempre (in ogni caso) camminano in condizioni di assoluta insicurezza, mentre le macchine passano accanto a loro, al buio.
Anche chi vive qua è costretto a farsi luce con le torce e al calar del sole approfitta dell’unica fonte di luce disponibile: quella proveniente dai negozi a fianco, davanti alla Motorizzazione. Tra i firmatari della nuova raccolta firme c’è Romeo Banci, ex direttore e amministratore delegato della San Lorenzo servizi. «Una situazione – dice – che non è mai stata risolta in tutti questi anni, benché presenti rischi quotidiani. La strada è frequentata; c’è un via vai di gente. E non c’è sicurezza». I rischi sono continui sia per le persone che per gli animali. Accanto alle colonne a fine strada c’è una colonia felina e la gattara scuote la testa. «Sapete quanti animali sono stati uccisi qua? Tantissimi: decimati dalle macchine che passano di qua, al buio. E che corrono. Servirebbero dissuasori di velocità».
Risale ad alcuni anni fa l’annuncio della vecchia giunta. «Stiamo lavorando per realizzare l’illuminazione di via di Sterpeto», ma i lavori non furono fatti. E ora la protesta monta di nuovo, nella speranza di un esito diverso. —
E.G.
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