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Ippodromo dei Pini «La convenzione con Fcc si doveva cambiare»
follonica. «Lo avevamo detto: la giunta di Claudio Saragosa, della quale faceva parte Rifondazione comunista, avrebbe dovuto cambiare la convenzione con Follonica Corse e Cavalli».
Quando stava prendendo forma il progetto del nuovo ippodromo dei Pini al governo c’erano anche due assessori del partito di sinistra: Fabio Elmini e Paolo Gianardi. Nel 2006, dopo tre anni dal primo ok del Comune di Follonica al piano, si presentò l’opportunità di bloccare l’intervento e rivedere gli accordi. Tale proposta venne portata avanti da Elmini e Gianardi in giunta ma non venne accettata dall’allora sindaco Saragosa, quindi ai due assessori non restò che chiamarsi fuori e uscire dal gruppo. Oggi, a dodici anni di distanza e dopo l’ultima sentenza della Corte d’Appello che ha stabilito la confisca alla Follonica Corse e Cavalli delle foresterie, Rifondazione rivendica quella proposta, sostenendo che allora era l’unica via percorribile. «Era possibile perché il costruttore non era riuscito a rispettare i tempi di consegna dell’opera (tre anni), che erano stati concessi nel 2003 dalla giunta Bonifazi – sostengono Enrico Calossi e Mimmo Fiorani, allora consiglieri di Rifondazione – La scadenza dei termini dava la possibilità di modificare la convenzione cambiando alcuni aspetti, soprattutto quelli relativi alla questione degli appartamenti e degli oneri di urbanizzazione. Finalmente i fatti sembrano darci ragione, davanti alla storia e agli occhi della città». Ma il danno oramai è stato fatto e adesso occorre agire nel miglior modo possibile. «Episodi di brutte pratiche di governo come la gestione della questione ippodromo non devono ripetersi in futuro – continuano i due – Oggi, se siamo convinti di poter fare qualcosa per questa città, è in questo senso: riteniamo, così come facemmo allora, di essere in grado di dare un contributo forte per un governo al servizio della collettività e non degli interessi politico-economici dei poteri forti. Allora non fu facile dire di no alle numerose pressioni, pur di rimanere onesti. Oggi, è possibile far tornare la politica ad un livello alto». —P.V.
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