Il Tirreno

Grosseto

Natale senza stipendio per gli operai della Edilcave

Giulia Sili
Natale senza stipendio per gli operai della Edilcave

Gavorrano, la delegazione è stata ricevuta in consiglio comunale: per l’azienda è stato dichiarato il fallimento. «Devono avere tra i 200 e i 300mila euro»

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Sono nove in tutto gli operai della Edilcave che sotto le feste di Natale si trovano senza un lavoro. Per l’azienda che ha sede a Cannavota, nel Comune di Follonica, è stato dichiarato il fallimento su istanza dei creditori e da una settimana l’attività è completamente bloccata. Il primo cittadino Andrea Biondi ha così voluto invitare gli operai durante il consiglio comunale di ieri mattina: accompagnati dal rappresentante sindacale Gianni Bracciali della federazione italiana lavoratori legno ed affini della Cgil, Antonio Barbuto, Enrico Cresti, Stefano Del Viva, Claudio Confortini, Paolo Da Prato, Cheikh Ndiaye e Ramiz Nergjoni, si sono presentanti in sala consiliare ascoltando le parole del sindaco e dei consiglieri.

L’azienda ha una storia lunga: gestita dalla famiglia Rondelli, da molti anni è impegnata nel settore delle estrazioni di materiali e nel ripristino delle cave. Poggio Pelato, Monterotondo Marittimo, il Cicalino a Massa Marittima e la Vallina di Gavorrano: sono tante le cave che negli anni hanno visto impiegati gli operai della famiglia Rondelli. Fino a dieci anni fa erano circa settanta i dipendenti, oggi ne sono rimasti soltanto nove. Tutto questo anche a causa della grave crisi che ha attraversato il settore delle costruzioni e dei materiali. Aziende con una storia difficile: Edilcave è l’azienda nata dopo Edilbeton, andata anche lei in fallimento e «in 30 anni di attività – ha spiegato Gianni Bracciali – l’azienda è fallita quattro volte. La prospettiva attuale è di poche speranze».

Negli ultimi mesi gli operai hanno riscosso solo in parte il loro stipendio e adesso, proprio sotto Natale, arriva il momento peggiore: «Oggi stesso andremo a dimetterci per giusta causa, per morosità, e andremo a richiedere gli ammortizzatori sociali. Solo questi operai avanzano tra i 200 e 300 mila euro» ha detto Bracciali.

Il sindaco Biondi dal suo primo giorno di insediamento segue la vicenda dei dipendenti della cava: «Ho partecipato ad incontri con i lavoratori e ho parlato con la famiglia Rondelli chiedendo garanzie sul pagamento degli stipendi; queste garanzie, collegate al rinnovo della concessione, non si sono realizzate». Il primo cittadino ha poi parlato con la ditta che ha vinto l’appalto per la bonifica dei bacini di San Giovanni chiedendo attenzione per questo caso. Non ci sono però garanzie, «Il pubblico – ha aggiunto Biondi – può solo stimolare il privato». Il consiglio ha poi espresso solidarietà agli operai: «Cercheremo di battere tutte le strade possibili – ha detto il capogruppo di maggioranza Giulio Querci – Inoltre, sono preoccupato per il ripristino della cava della Vallina e di cosa ne sarà. Un problema che deve interessare tutto il territorio». 
 

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