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L’Enpa pronta a costituirsi parte civile al processo
grosseto. «Desideriamo complimentarci con l’Arma dei carabinieri per questo brillante risultato –dice Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici – dopo la rabbia provata per l’uccisione del lupo, ora chiediamo che sia fatta rapidamente giustizia e che il responsabile dell’ignobile atto sia condannato senza alcuna attenuante».
Grazie a un perfetto lavoro di indagine svolto dai reparti territoriali e dai nuclei specialistici dei carabinieri forestali, antibracconaggio, nucleo investigativo e Ris, il ventieseienne è accusato di avere ucciso, scuoiato e appeso a un cartello stradale un lupo: uccisione e furto venatorio, prevedono la reclusione rispettivamente fino a due e sei anni».
La Lav chiede anche che il ragazzo sia condannato a pagare il danno erariale procurato allo Stato, in analogia con quanto accaduto in provincia di Bolzano dove a giugno scorso due ex amministratori sono stati condannati al pagamento di una somma superiore al milione di euro, proprio per avere consentito l’uccisione di animali protetti.
Un plauso ai carabinieri arriva anche dall’Enpa. «Sono convinta che il caso farà scuola e che segnerà un vero salto di qualità nelle indagini per i reati contro gli animali - dice la presidente Anna Rocchi, presidente nazionale - In un eventuale processo a carico del sospettato, l’Enpa chiederà di essere ammessa in giudizio come costituiremo parte civile ed auspica in caso di condanna una pena esemplare». — F.G.
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