Italia
Giustizia per Elena presentata la mozione
I genitori della ragazza morta in Spagna ieri in municipio Gabriele Maestrini: «Lasciati soli dalle istituzioni nazionali»
GAVORRANO. È una battaglia senza tregua quella di Gabriele Maestrini e della moglie Roberta, i coniugi che da tre anni sono alla ricerca di giustizia per la figlia Elena, la giovane morta durante l’incidente Erasmus avvenuto il 21 marzo 2016 in Catalogna.
Ieri mattina la coppia è stata invitata in sede di consiglio comunale a Gavorrano dove Giulio Querci, capogruppo di Gavorrano Progressista, ha presentato una mozione per impegnare il sindaco e la giunta ad adottare tutte le iniziative necessarie al fine di «attivare ogni ente nazionale ed europeo nella ricerca della verità sull’accaduto. In modo da punire chiunque abbia una responsabilità sul tragico evento ed affinché tali circostanze non si ripetano in futuro».
«È una tragedia che ha colpito al cuore tutta la comunità di Gavorrano – ha detto il sindaco Biondi – La famiglia da allora è impegnata a far sì che queste situazioni non si possano ripetere». Il sindaco ha sottolineato il fatto che «tutto è accaduto nella poca attenzione da parte delle varie istituzioni, ovvero di coloro che avrebbero potuto fare pressione verso la magistratura spagnola». «La famiglia si è sempre battuta e ha lottato – ha continuato Biondi – e per far sì che tutto non cada di nuovo nel silenzio abbiamo chiesto a Querci di presentare la mozione. Vorremmo portare questo messaggio anche agli altri Comuni coinvolti da questa tragedia, in modo che anche loro lo condividano e insieme arrivare agli enti superiori».
La famiglia Maestrini oggi si sente abbandonata: «Le istituzioni nazionali ci hanno lasciati soli – ha detto ieri in consiglio il padre di Elena – E anche coloro che hanno organizzato il viaggio si sono dissolti dalle loro responsabilità. Esn Barcellona, l’Università di Barcellona, Erasmus+ non hanno portato avanti nessuna iniziativa per mantenere alta l’attenzione su questa tragedia. Nessuna istituzione si è costituita parte civile o ha fatto esposti». Il consiglio ha così votato la mozione che ha la volontà di riportare attenzione sul caso nella speranza che un giorno possano essere uniformate in tutta Europa le normative e le procedure inerenti la sicurezza stradale e la responsabilità civile.
Intanto, come sempre, la famiglia continuerà con la propria battaglia: «Per noi non ci sono più speranze – ha concluso Gabriele Maestrini – solo una certezza: quella di lottare per restituire dignità e verità a coloro che non ci sono più». — G.S.
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