Il Tirreno

Grosseto

società e salute: il convegno 

Gli stranieri sono il 10,6% e hanno avviato 2.300 imprese

Enrico Pizzi
Gli stranieri sono il 10,6% e hanno avviato 2.300 imprese

Sono loro la componente più giovane, prolifica e sana della popolazione L’Asl lavora per migliorare la loro integrazione e l’accesso ai servizi pubblici

3 MINUTI DI LETTURA







Sono meno dell’11% dell’intera popolazione residente nei territori di Grosseto, Siena e Arezzo, ma sono anche la componente più giovane, più prolifica e più sana e questo è un capitale che va tutelato a beneficio dell’intera comunità.

Si parla della componente straniera della popolazione che vive nel territorio dell’Asl Toscana Sud Est: il tema dell’importanza della promozione della salute, oltre le barriere culturali e di comunicazione, è stato affrontato, ieri, a palazzo Aldobrandeschi, nel corso del seminario promosso dall’Asl e dal Coeso in occasione della Giornata internazionale del migrante, per ricordare la nascita, il 18 dicembre 1990, della Convenzione per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. «Nella provincia di Grosseto – spiega Stefania Magi, referente dell’Asl per la Salute dei Migranti – gli stranieri sono il 10, 6%, sono persone più giovani, persone che fanno più figli. Il loro consumo di farmaci, nell’ambito della nostra Asl, è solo il 4%. La tutela del capitale di salute della componente straniera della nostra popolazione – prosegue Magi – si realizza con i nostri strumenti consolidati di prevenzione e sanità di iniziativa: associati alla mediazione, consentono di promuovere la salute oltre le barriere comunicative, “allenando” così gli operatori alla gestione della diversità». Gli stranieri che risiedono nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo sono quasi 90mila, pari al 10,8% del totale, e sono cresciuti solo dell’1% negli ultimi 5 anni. Le donne sono il 54% e l’età media è di 35,3 anni, contro quella generale che si attesta sui 46, 7 anni. La popolazione straniera è concentrata nella fascia di età compresa tra 25 e 44 anni: solo il 6% ha più di 64 anni (percentuale che tra gli italiani sale al 28%). Le prime cinque cittadinanze presenti nel territorio aziendale sono: Romania (29,4%), Albania (12, 8%), Marocco (4, 9%), Macedonia (3,5%), Ucraina (3,5%). Da un punto di vista lavorativo, in provincia di Arezzo, su 37.611 imprese, 4. 120 sono straniere; in provincia di Siena, su 28. 563, quelle straniere sono 2. 321 mentre a Grosseto, su 29.243 imprese, quelle straniere sono 2.342. Dai dati Istat emerge che l’aumento nel numero di cittadini stranieri è dovuto più alle nascite che non a nuovi flussi migratori (la quota di bambini nati da genitori stranieri, tra il 2008 e il 2017, oscilla tra il 18 e il 19%). Tra i fattori di vulnerabilità emergono la diversità linguistica, la scarsa conoscenza dei servizi sanitari e la diversa cultura di origine che, spesso, non include le pratiche della prevenzione. «Sono giovani, la natalità è più alta – dice ancora Stefania Magi – e quindi è molto forte l’utenza straniera nei consultori. Di qui un’attenzione ai percorsi per una nascita sana, per la prevenzione delle gravidanze indesiderate, delle infezioni..., in modo da garantire la salute alle donne, al bambino, quindi alla popolazione. Ormai romeni e albanesi, che sono le prime due popolazioni, sanno bene l’italiano, ma per alcuni l’accesso ai servizi è più difficile per via delle barriere linguistiche, quindi stiamo lavorando per la mediazione linguistico-culturale per poter facilitare i programmi di prevenzione e di cura». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web