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La scuola del futuro nascerà al Parco Centrale
Tre edifici per una superficie totale di 20mila metri quadrati: costerà 10 milioni Saranno trasferiti lì gli 810 studenti delle secondarie Pacioli e Bugiani
. Una scuola che sembra fluttuare, linee che rievocano una libreria e spazi interni ed esterni in continuo dialogo: è il nuovo campus scolastico di Follonica che presto sorgerà all’interno del Parco Centrale. A realizzare il progetto, vincendo il concorso di idee, è stato lo studio di Antonio Marcon, Sabrina Boffo, Luca Scollo e Eugenio Salvetti.
Follonica è stata inserita dalla Regione Toscana in testa alla graduatoria dei Comuni che hanno partecipato al bando sulla “scuola innovativa”. In totale erano sessanta i Comuni coinvolti e di questi soltanto trentanove sono stati ammessi.
Il ministero però ha scelto di finanziare soltanto i primi cinque progetti e tra questi c’è proprio Follonica, arrivata prima.
Il progetto realizzato dagli architetti prevede l’accorpamento in un unico plesso scolastico delle due scuole secondarie di primo grado della città, ovvero la Pacioli e la Bugiani con 810 alunni.
L’importo dei lavori è stimato per circa 10 milioni di euro per una superficie di 20mila metri quadrati.
All’interno della nuova struttura gli spazi saranno molti e tutti pensati per le esigenze degli studenti e dei professori: ci sarà una palestra, una biblioteca, vari laboratori e un’aula magna oltre alle aule per l’insegnamento artistico e tecnologico.
«Il progetto prevede una scuola nuova – racconta il sindaco Andrea Benini – dove la costruzione è stata realizzata con soluzioni sia per la luce che per l’equilibrio termico. Innovativa, sia dal punto di vista della didattica che della struttura, con stanze modulari e modulabili».
L’idea progettuale trova spunto dalla comprensione del luogo ed è stata realizzata per soddisfare le esigenze didattiche e pedagogiche degli istituti scolastici: «Abbiamo fatto più riunioni con le dirigenti scolastiche così da raccogliere le idee – spiega Benini – Questo è stato fatto sia prima di partecipare al bando che dopo. Siamo arrivati primi in Toscana proprio perché il progetto è stato concepito insieme a chi vive quotidianamente la scuola».
Modello costitutivo del progetto è stata poi la volontà dei due istituti di aggregarsi per realizzare un campus scolastico aperto alla città. Ma l’idea è anche quella di mantenere l’individualità spaziale, indipendenza gestionale e amministrativa.
Le due scuole si posizionano infatti ai lati del corpo servizi che si pone al centro e le aule saranno predisposte in modo da accogliere variazioni dello spazio.
L’edificio sarà unico ma composto da tre corpi edilizi: ai lati le scuole e al centro i servizi in comune.
Ma cosa ne sarà dei vecchi istituti scolastici una volta che il trasferimento sarà completato?
Per la scuola di via Gorizia la strada sembra certa: «Probabilmente l’edificio sarà alienato per dare ossigeno alle casse comunali così da reinvestire in altro – dice Benini – Si tratta di uno stabile senza dubbio appetibile».
Dubbia invece la sorte della costruzione delle medie all’interno dell’Ilva: «Alcuni spazi, anche se non tutti, potrebbero essere usati per l’associazionismo della città – conclude il sindaco – È un’ipotesi insieme ad altre. Credo che nell’Ilva vada favorita la quotidianità». —
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