Il Tirreno

Grosseto

Nei prossimi giorni sarà presentato il ricorso al Tar

Quindici milioni di euro in 10 anni per mettere in pratica il piano regolatore 

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in tribunale

Il ricorso al Tar avverrà nei prossimi giorni ad opera dei legali nominati dalla Marina di Cala Galera, seguita dagli avvocati Niccolò Travia, Livia Lorenzoni e Pasquale Frisina.

La differenza tra le due parti in causa sta, principalmente, sul concetto di rideterminazione e di proroga. «La nostra posizione rimane sulla rideterminazione e deriva dal codice della navigazione – spiegano –, mentre la proroga deriva dal dpr 509 del’97 (decreto Burlando), che prevede la possibilità di allungare la durata sulla base di presupposti diversi rispetto alla rideterminazione. Inizialmente, quando è stata fatta l’istanza per avere la concessione demaniale dell’area del 1968, era stato fatto un preventivo di spesa per le opere previste per la realizzazione del porto. Se il privato sostiene degli investimenti la contropartita è la durata della concessione stessa secondo un calcolo matematico. In base ai costi sostenuti dal ’68 al ’74 (quando si sono conclusi i lavori del porto) spetterebbe una durata di 80 anni sin dall’inizio. L’amministrazione ora afferma di essersi lei stessa sbagliata concedendo il precedente atto, per un contrasto dei principi comunitari verso l’obbligo di concorrenza. Il Comune, così facendo, imputa a se stesso di aver fatto a sua volta un atto invalido».

Quindi le conseguenze potrebbero essere contrastanti. «Sostenendo di aver sbagliato – aggiungono gli avvocati – il Comune si espone alle richieste di risarcimento non solo della società, ma anche di tutte le altre parti che hanno subito un danno confidando nella correttezza dell’operato dell’amministrazione. Se il Tar darà ragione al Comune, sarebbe come dire che in precedenza aveva fatto un atto illegittimo, aprendo quindi la strada a un possibile risarcimento dei danni. Se invece darà ragione alla Marina ripristinerà la scadenza della concessione al 2050. Per quanto riguarda i tempi, bisognerà vedere se il Tar intenderà sospendere il provvedimento o andare direttamente ad affrontare il merito. Poi ci potrebbe essere bisogno di una fase istruttoria, senza dimenticare l’ipotesi di appello al Consiglio di Stato. L’amministrazione comunque, in autotutela, può in ogni momento tornare sui suoi passi e ritirare il provvedimento di annullamento».

Ma quali sono le opere e gli investimenti che erano in programma?

La Marina, prima dello stop dovuto all’annullamento del Comune, si era impegnata a mettere in preventivo, a sue spese, alcuni milioni di euro di lavori e opere di sviluppo. Per la precisione, nei prossimi 10 anni circa 15 milioni dovevano essere utilizzati per la messa in pratica del piano regolatore. Le opere da fare facevano soprattutto riferimento alla parte di Sgalera, con nuovi posti barca per i cittadini di Porto Ercole, ma anche al fosso di Boccadoro, la sistemazione del parcheggio per le auto fuori il porto e la sistemazione di un grande scalo d’alaggio per le barche più grandi che, con il loro arrivo, avrebbero dato lavoro anche ad ulteriori elettricisti, falegnami e altre realtà che gravitano intorno a questo settore. —



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