Litigano per i lavori negli appartamenti al Peep Imprenditore a giudizio
L’uomo avrebbe perseguitato il vicepresidente della coop che ha venduto le abitazioni al fratello e allo zio: è accusato di violenza privata e stalking
Il primo marzo si troveranno davanti al giudice Giovanni Puliatti per stabilire se il comportamento tenuto da un imprenditore di 46 anni nei confronti di un ingegnere abbia o meno configurato i reati di stalking, violenza privata e danneggiamenti. Sono questi infatti i reati contestati dalla Procura nei confronti dell’uomo che è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Sergio Compagnucci (sostituto procuratore Valeria Lazzarini): l’avvocato dell’uomo, Esmeralda Parentini, aveva chiesto il proscioglimento da ogni accusa.
La discussione tra i due uomini è finita in tribunale dopo che l’ingegnere, vicepresidente di una cooperativa, era stato molestato dall’imprenditore: il pomo della discordia sarebbero stati i lavori che dovevano essere effettuati in due appartamenti venduti dalla cooperativa al fratello e allo zio dell’imprenditore, al Peep Pizzetti. Lavori, però, che non erano stati fatti e che avevano mandato su tutte le furie l’uomo.
Al tribunale civile, c’è in corso infatti una causa proprio per quel palazzo realizzato dalla cooperativa della quale l’ingegnere è vicepresidente. L’imprenditore però, anziché aspettare che il tribunale prendesse una decisione, avrebbe scelto di affrontare l’ingegnere che si sarebbe anche trasferito dalla propria abitazione per paura. L’imprenditore, alla fine di dicembre del 2015, lo avrebbe avvicinato mentre stava salendo sulla sua auto in una corte privata dicendogli: «Ti sei allenato abbastanza? Ora sei pronto». E ancora: «Sei un ladro, metti a posto casa di mio zio altrimenti ti spacco la faccia». Dopo aver pronunciato queste frasi, avrebbe impedito all’uomo di uscire dal cortile dove aveva parcheggiato l’auto. Dopo un breve inseguimento, lo avrebbe bloccato di nuovo minacciando di speronarlo. In un’altra occasione invece, sarebbe andato sotto casa dell’uomo a minacciarlo, mettendo poi in moto la sua auto e andando verso l’ingegnere che era nel giardino e che sarebbe stato costretto a scansarsi per non farsi investire, distruggendo anche una pianta di cactus dicendogli: «Tanto poi ci si rivede». Una situazione che sarebbe andata avanti fino alla fine di aprile del 2016, quando l’imprenditore avrebbe seguito con la sua auto il vicepresidente della cooperativa, durante un allenamento di corsa per le strade della città.
L’uomo, impaurito, ha sporto querela e l’imprenditore ora è stato rinviato a giudizio. All’udienza preliminare però, l’ingegnere non si è costituito parte civile. —
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