Il presidio
«Su Cala Galera si rischiano danni milionari»
Parla l’ex sindaco Arturo Cerulli «La decisione di Borghini di annullare la rideterminazione della concessione potrebbe mettere a rischio l’economia»
«Potrebbe aprirsi un contenzioso che creerebbe danni forse milionari al Comune».
Arturo Cerulli, ex sindaco dell’Argentario, parla dall’Indonesia, luogo natio della moglie. Il tema è la decisione del sindaco Franco Borghini di annullare la “rideterminazione” della concessione demaniale di Cala Galera, passata sotto l’ex amministrazione dal 2020 al 2050 e che ora potrebbe scadere tra un anno. Il tutto passerà dal Tar visto che la Marina di Cala Galera, società che gestisce il porto turistico, ha fatto ricorso. Per Cerulli tutto questo potrebbe danneggiare l’economia. «Ci abbiamo messo 9 anni per arrivare a questo documento - sottolinea Cerulli - e pensiamo che sia valido altrimenti non l’avremmo fatto. La nostra scelta è stata in funzione dello sviluppo e del consolidamento tra Porto Ercole e Cala Galera. Tutto il mondo che ruota e lavora sul porto subirà danni, ma se il sindaco ha ritenuto di percorrere questa strada avrà le sue motivazioni. Se il Comune ha ragione vanno rifatte le gare - puntualizza Cerulli - altrimenti si potrebbe aprire un contenzioso di milioni di euro che potrebbe mettere in ginocchio l’amministrazione nel caso in cui perda il ricorso. Noi riteniamo di aver fatto bene: non è stata una scelta a cuor leggero, siamo tranquilli. Il rischio è che ci si inchiodi a un grossa diatriba economica e, se la Marina chiedesse i danni, potrebbero essere ingenti. Erano pronti con nuovi investimenti, come fare un ponte per mettere a mare barche più grandi, ma risulta che abbiano stoppato il progetto. Ciò comporta meno lavoro sul territorio». E così ciò che era previsto nel piano regolatore, «uno strumento che abbiamo approvato grazie a un concordato con Cala Galera. Se avessimo vinto noi sarebbe andato avanti e sarebbero partiti il progetto del nuovo ponte e la nuova portualità su Sgalera, con un banchinamento per le barche dei portoercolesi. Nell’accordo c’era che in maniera spontanea la Marina avrebbe fatto lavori anche per il territorio: non era la contropartita per la concessione ma gli investimenti sarebbero stati importanti. Quest’amministrazione pensa più a disfare ciò che abbiamo fatto noi che a fare qualcosa di importante». —
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