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La Corte di appello dice sì alla confisca delle foresterie
Accolto il ricorso della Procura generale, respinti gli appelli di tre imputati Fra tre mesi sarà reso noto a quale ente saranno destinati i 167 alloggi
La terza sezione penale della Corte di appello di Firenze ha accolto il ricorso della Procura generale contro quella parte della sentenza relativa alla lottizzazione abusiva nell’ippodromo dei Pini di Follonica che non prevedeva la confisca delle foresterie realizzate da Follonica Corse Cavalli (estinzione per prescrizione, secondo la sentenza di primo grado). Adesso la confisca di quei 167 alloggi è stata disposta dai giudici fiorentini: una volta lette le motivazioni (deposito entro tre mesi) sarà possibile capire se il bene andrà direttamente al Comune di Follonica oppure allo Stato. E comunque, spiegano alcuni dei legali, contro questa sentenza è possibile ricorrere in Cassazione.
Quarantacinque minuti di camera di consiglio sono serviti ai giudici fiorentini per prendere la decisione che riguarda il procedimento che interessa 61 imputati, a diverso titolo: ex amministratori pubblici, imprenditori, acquirenti. Nel corso dell’udienza, la Procura generale ha insistito nell’accoglimento del ricorso sostenendo che comunque vi era l’elemento soggettivo (il dolo) e che in presenza di questo la confisca va comunque disposta, a prescindere dalla prescrizione. La Corte di appello si è orientata in questo senso e ha anche respinto i ricorsi dell’avvocato Enrico Marzaduri, che tutela Anselmo Campani (società immobiliare Il Cobra srl), Arturo Galli (Comet snc) e Giacomo Malquori (Frascri sas - sono le società che avevano stipulato i contratti preliminari con gli acquirenti) e che aveva chiesto un’assoluzione nel merito dei suoi assistiti.
Tra la sentenza collegiale di primo grado (ottobre 2016) e il pronunciamento di ieri è intervenuta, nell’estate scorsa, la sentenza della Grande camera della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha apportato alcuni chiarimenti e novità a proposito della confisca senza condanna: a differenza da quanto cristallizzato in precedenza, adesso la confisca è possibile quando ci siano i requisiti sostanziali oggettivi e soggettivi della lottizzazione abusiva pur senza le caratteristiche formali della condanna. Imputati (alcuni di loro erano presenti all’udienza) e avvocati attendono di leggere questo riferimento nelle motivazioni.
Quando la confisca diventerà esecutiva, i promissari acquirenti di quegli appartamenti che erano finiti sul mercato pur essendo originariamente destinati ai soli addetti ai lavori (la club house) non avranno più nulla in mano: avranno perso il denaro versato a fronte di un contratto, 100.000 euro e anche di più.
Le indagini della guardia di finanza avevano interessato i provvedimenti amministrativi del Comune di Follonica presi a partire dal 2000 e tutti gli atti relativi appunto alla cosiddetta club house. Passaggi tutti che erano stati ripercorsi in aula, con testimonianze e argomentazioni tecniche. In primo grado, nel corso del medesimo procedimento penale, il Tribunale di Grosseto aveva assolto l’ex giunta follonichese (quella di Eleonora Baldi sindaca) dalle accuse di abuso d’ufficio (il fatto non costituisce reato era stata la motivazione), secondo aspetto della vicenda relativa alla costruzione dell’ippodromo dei Pini. Nessuna decisione è stata presa ieri a questo proposito e dunque la sentenza assolutoria è stata confermata. —
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