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Ex Paoletti, il Comune a caccia di idee per la riqualificazione
Lunedì incontro in municipio con tecnici e consulenti in vista del bando per recuperare i 10mila metri quadrati
Cosa fare, a Castiglione della Pescaia, dell’area dove sorgeva la fabbrica Paoletti, una delle ditte storiche di filato negli anni Settanta e Ottanta, con il capannone da 10mila metri quadrati diventato ora uno scheletro inutilizzato dietro il palazzo Comunale?
Il prossimo lunedì, alle 17,30, in Comune se ne parlerà nell’incontro “Paoletti tra passato e futuro” con gli amministratori, i tecnici, l’ingegnera Donatella Orlandi, capoufficio del settore urbanistica, l’architetto Vanni Tamburini del patrimonio, e l’architetto Stefano Giommoni, consulente esterno che ha preparato il bando per il concorso di idee.
Tre le linee guida tracciate dall’amministrazione per individuare gli interventi da fare nell’area ex Paoletti ci sono: la creazione di un modello per la rigenerazione urbana, un progetto condiviso, e il partenariato tra pubblico e privato.
Quando la fabbrica Angelo Paoletti funzionava a pieno regime, dentro al capannone ci lavoravano centinaia di persone, tutti i giorni.
Con il fallimento, per anni tutto è stato lasciato alla mercé del tempo, fino a che fu deciso di portarci gli uffici del Comune ma solo nell’edificio che ospitava gli uffici direzionali.
Da allora, però, si è incominciato a pensare cosa fare del grande capannone, utilizzato in qualche punto come rimessa e nient’altro.
«La grande sfida dei comuni nei prossimi anni – commenta l’assessore Federico Mazzarello – sarà sicuramente quella del reperimento delle risorse, soprattutto per poter operare spese d’investimento».
I trasferimenti statali, spiega l’assessore, non ci sono più, «e l’unica possibilità di entrata, oltre ai bandi europei, rimane il patrimonio comunale. E la valorizzazione di un’area come la ex Paoletti, sarà un elemento cruciale per le politiche delle amministrazioni locali, e punto cardine dei bilanci comunali».
I 10mila metri quadrati dei magazzini potranno essere trasformati «in “uno splendido sito di intervento a basso impatto ambientale” – conclude l’assessore Mazzarello – per un progetto che garantisca, oltre ad una cospicua entrata economica per le casse dell’amministrazione comunale, anche uno strumento di vanto urbanistico e di rivalorizzazione di aree urbane abbandonate». —
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