Il Tirreno

Grosseto

SANTA FIORA 

Geotermia sì, l’appello «Il 22 tutti in marcia»

F.B.

In preparazione la manifestazione bis dopo Larderello «Difendiamo la nostra fabbrica di energia rinnovabile»

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA FIORA. «Il futuro sostenibile dell’Amiata passa dalla geotermia. Facciamo appello a tutti per ritrovarci in una seconda grande manifestazione a Santa Fiora la mattina del 22 dicembre alle 10 in piazza Garibaldi. Ritroviamoci in piazza, ritroviamoci tutti per difendere la nostra fabbrica di energia rinnovabile e il buon lavoro che genera e rappresenta».

Geotermia sì, dopo la grande manifestazione che si è tenuta a Larderello, sta preparando per il 22 una manifestazione a sostegno degli incentivi alla energia geotermica. Lo scopo è incalzare il governo perché non lasci l’energia geotermica fuori dagli incentivi che vengono stanziati per le fonti di energia rinnovabile. Geotermia sì ribadisce: «L’Italia ha bisogno della geotermia, la Toscana ha bisogno della geotermia, l’Amiata ha bisogno dell’energia geotermica non semplicemente come fonte importante di approvvigionamento energetico, ma come origine di buon lavoro – sia diretto che indiretto - per aree molto vaste del territorio nazionale che altrimenti sarebbero destinate a un sicuro declino. L’obiettivo della nostra iniziativa di difesa è, dunque, ben più vasto anche rispetto a coloro che con le centrali lavorano. La geotermia non è soltanto una fonte di energia rinnovabile, è parte di un sistema economico, volano virtuoso per comunità altrimenti marginali».

Geotermia sì ribadisce la propria convinzione che la geotermia sia sfruttamento sostenibile: «Sostenibilità – dicono - vuol dire dare valore alla ricerca e alla scienza, cogliere tutte le opportunità che la natura e le moderne tecnologie per lo sfruttamento energetico ci vengono offerte, rafforzare il sistema di lavoro di cui hanno bisogno, superare gli anatemi ideologici degli ambientalismi da salotto. Al governo e a tutti i rappresentanti politici dei nostri territori chiediamo di farsi carico di una scelta di responsabilità che ponga al centro la realtà scientifica e non i pregiudizi di chi della geotermia dovrebbe approfondire il valore invece di generare astratte paure».

In particolare: «Sull’Amiata abbiamo bisogno di buon lavoro, quello che alimenti le imprese, che sviluppi formazione, che faccia crescere specialisti, che offra prospettive ai nostri giovani. Questa è la sostenibilità in cui crediamo e che unisce tutti i paesi della montagna che direttamente o indirettamente sono coinvolti nell’economia geotermica, che ci unisce alle Colline Metallifere e a Larderello. Ma non solo. Senza un Amiata vitale, con un Amiata depresso, subirebbero influssi negativi anche le intere province di Siena e Grosseto. Un comprensorio dell’Amiata attivo è indispensabile alla Toscana meridionale dal punto di vista sociale ed economico perché evita l’espansione di sacche di depressione e fenomeni di spopolamento dei territori interni pericolosi dal punto di vista del presidio ambientale e culturale».

Intanto mentre in Amiata si sta predisponendo tutto, volantini e locandine comprese, per il 22, dalle località della geotermia tradizionale, Larderello, Pomarance e altri paesi, si spalleggia l’iniziativa e si assicura un nutrito sostegno (si stanno preparando dei pullman) agli organizzatori amiatini. — F.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web