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Geotermia sì, l’appello «Il 22 tutti in marcia»
In preparazione la manifestazione bis dopo Larderello «Difendiamo la nostra fabbrica di energia rinnovabile»
SANTA FIORA. «Il futuro sostenibile dell’Amiata passa dalla geotermia. Facciamo appello a tutti per ritrovarci in una seconda grande manifestazione a Santa Fiora la mattina del 22 dicembre alle 10 in piazza Garibaldi. Ritroviamoci in piazza, ritroviamoci tutti per difendere la nostra fabbrica di energia rinnovabile e il buon lavoro che genera e rappresenta».
Geotermia sì, dopo la grande manifestazione che si è tenuta a Larderello, sta preparando per il 22 una manifestazione a sostegno degli incentivi alla energia geotermica. Lo scopo è incalzare il governo perché non lasci l’energia geotermica fuori dagli incentivi che vengono stanziati per le fonti di energia rinnovabile. Geotermia sì ribadisce: «L’Italia ha bisogno della geotermia, la Toscana ha bisogno della geotermia, l’Amiata ha bisogno dell’energia geotermica non semplicemente come fonte importante di approvvigionamento energetico, ma come origine di buon lavoro – sia diretto che indiretto - per aree molto vaste del territorio nazionale che altrimenti sarebbero destinate a un sicuro declino. L’obiettivo della nostra iniziativa di difesa è, dunque, ben più vasto anche rispetto a coloro che con le centrali lavorano. La geotermia non è soltanto una fonte di energia rinnovabile, è parte di un sistema economico, volano virtuoso per comunità altrimenti marginali».
Geotermia sì ribadisce la propria convinzione che la geotermia sia sfruttamento sostenibile: «Sostenibilità – dicono - vuol dire dare valore alla ricerca e alla scienza, cogliere tutte le opportunità che la natura e le moderne tecnologie per lo sfruttamento energetico ci vengono offerte, rafforzare il sistema di lavoro di cui hanno bisogno, superare gli anatemi ideologici degli ambientalismi da salotto. Al governo e a tutti i rappresentanti politici dei nostri territori chiediamo di farsi carico di una scelta di responsabilità che ponga al centro la realtà scientifica e non i pregiudizi di chi della geotermia dovrebbe approfondire il valore invece di generare astratte paure».
In particolare: «Sull’Amiata abbiamo bisogno di buon lavoro, quello che alimenti le imprese, che sviluppi formazione, che faccia crescere specialisti, che offra prospettive ai nostri giovani. Questa è la sostenibilità in cui crediamo e che unisce tutti i paesi della montagna che direttamente o indirettamente sono coinvolti nell’economia geotermica, che ci unisce alle Colline Metallifere e a Larderello. Ma non solo. Senza un Amiata vitale, con un Amiata depresso, subirebbero influssi negativi anche le intere province di Siena e Grosseto. Un comprensorio dell’Amiata attivo è indispensabile alla Toscana meridionale dal punto di vista sociale ed economico perché evita l’espansione di sacche di depressione e fenomeni di spopolamento dei territori interni pericolosi dal punto di vista del presidio ambientale e culturale».
Intanto mentre in Amiata si sta predisponendo tutto, volantini e locandine comprese, per il 22, dalle località della geotermia tradizionale, Larderello, Pomarance e altri paesi, si spalleggia l’iniziativa e si assicura un nutrito sostegno (si stanno preparando dei pullman) agli organizzatori amiatini. — F.B.
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