Il Tirreno

Grosseto

l’appello 

«Servono soluzioni per evitare limiti al diritto allo studio»

G.B.

I presidi suggeriscono il ricorso ai progetti che utilizzano fondi europei: «Noi non abbiamo capacità di spesa, questa è una sconfitta del sistema»

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GROSSETO. La sensazione è che questa volta non basti un aggettivo superlativo, un selfie, una pacca sulla spalla, una plateale protesta, magari scaricando la responsabilità sul governo o sui predecessori. Per il presidente della Provincia di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna la spina dell’edilizia scolastica era e resta dolorosa. Si scopre che il caso del Cpia senza sede, con l’infelice uscita della Lega sul “contagio” migranti–studenti indigeni e sulla successiva “questione termosifoni”, è solo la punta dell’iceberg di una situazione più complessa. Tra le famiglie e tra gli addetti ai lavori serpeggia il dissenso.

Ieri la riprova è arrivata dalla conferenza stampa dei dirigenti e dei presidenti dei consigli d’istituto. Interventi molto chiari, diretti. «Le parole di Vivarelli Colonna non lasciano intravedere soluzioni al problema, piuttosto la sconfitta del sistema. Lo invitiamo invece a fare un ulteriore sforzino, per incontrarci e trovare soluzioni che evitino ai nostri figli di veder limitato il proprio diritto allo studio. Non vogliamo neanche prendere in considerazione l’idea che non ci sia un tempestivo riscontro…». Questo dicono i rappresentanti dei genitori.

Passaggi ancora più piccati nel documento dei presidi: «Conosciamo le difficoltà finanziarie della Provincia, ma non possiamo fare a meno di chiederci – si legge nella nota - se da parte dell’ente proprietario degli edifici scolastici siano state pensate nel tempo ipotesi di soluzione del problema e se siano stati attivati tutti i percorsi possibili di finanziamento per la nuova edilizia scolastica: ci riferiamo ai vari Pon (i progetti che utilizzano fondi europei) che prevedono la possibilità di ottenere significativi contributi. Insistiamo nel dire che è della Provincia, in primis, la competenza nella gestione e soluzione di questi problemi, perché le scuole non hanno la possibilità di intervenire sull’edilizia scolastica».

Poi la replica a Vivarelli Colonna sugli indirizzi, che peraltro è la Provincia ad approvare annualmente: «Gli svariati indirizzi di ciascun istituto non sono un vezzo del dirigente di turno; sono stati creati per assicurare agli studenti percorsi più moderni, che li mettano in grado di affrontare nuove sfide, un contributo concreto alla crescita di questa terra». Infine la richiesta del tavolo «in cui studiare e proporre soluzioni, nell’immediato e a lungo termine; un tavolo in cui la Provincia eserciti il ruolo che gli compete, di gestione coordinamento, programmazione e soluzione dei problemi. Tutto questo lo chiediamo perché vorremmo che almeno fino a 19 anni gli studenti grossetani potessero frequentare la scuola per cui si ritengono portati, assecondare le proprie vocazioni e aspirazioni, senza gravose turnazioni pomeridiane». —G.B.

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