Il presidio
«Se il mio progetto si è fermato le colpe sono soltanto politiche»
Biblioteca Chelliana, l’architetto Aureli risponde a sindaco e assessore a proposito delle cifre necessarie alla ristrutturazione del palazzo
LA POLEMICA
L’architetto Roberto Aureli legge la replica del sindaco Vivarelli Colonna e dell’assessore Megale alla sua intervista rilasciata al Tirreno sulla Chelliana e torna sul progetto di ristrutturazione di palazzo Mensini: «I due amministratori – dice – hanno diffuso una mera elencazione di dati, fatti e numeri di pura fantasia».
Aureli allega alla sua controrisposta diverse delibere e poi spara di nuovo: «Si parla del mio progetto scrivendo che sarebbe costato quattro milioni senza la previsione dell’impiantistica. Non è così. Il vero quadro economico dei lavori (gli impianti erano già stati fatti e collaudati per 750 mila euro) fu deliberato con atto di giunta nel 2009 e l’importo di impianti e arredi assommava in totale a tre milioni. Forse Vivarelli Colonna e Megale confondono l’importo del quadro economico con quello dei lavori, dimenticando che l’importo definito era già stato inserito nel programma dei lavori pubblici comunali, con delibera del febbraio 2009. Posso mostrare la documentazione».
Aureli insiste: «Se il mio progetto non è andato avanti le colpe sono solo della politica. Bastava chiedere, come hanno fatto altre città toscane, un ulteriore finanziamento (dopo quello già pronto del Monte dei Paschi da un milione e mezzo) per portare a termine un progetto all’altezza delle aspettative ventennali della città».
Ritornando alla nota di sindaco e assessore, secondo il professor Aureli «il vertice delle fantasticherie si raggiunge quando si afferma che il progetto era difforme dagli strumenti di tutela della Soprintendenza. Anche qui si sbagliano. La richiesta di inserire palazzo Mensini sotto tutela della Soprintendenza fu redatta e sollecitata proprio dal sottoscritto. E aggiungo due domande: è pensabile che un ente di validazione come il Rina Industry possa aver rilasciato un parere favorevole senza la conformità degli altri enti? Il progetto in economia ha avuto lo stesso parere?».
Aureli infine apprezza l’intervento, seppur tardivo, di chi riconosce oggi la qualità del suo progetto e l’errore di averlo abbandonato. «Grosseto, purtroppo, in forza di certe scelte, si conferma una piccola città, ma almeno si racconti la verità: la centocinquantenaria Chelliana meritava un altro approccio». — G. B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
