Il presidio
«Ho ancora paura di lui» Processo per estorsione, le parole del testimone
GROSSETO. Rispondendo alle domande del pm Anna Pensabene, il giovane lo dice esplicitamente: «Io avevo paura di Giuliano Fenici». E poi al legale di parte civile Patrizia Pagano: «Io ho paura anche adesso». Occhi bassi, risposte chiare pur se uscite fuori con difficoltà, altrettanto chiaro il desiderio di dimenticare tutto, il testimone dell’accusa spiega perché a Fenici, imputato di estorsione, aveva detto sì quando l’accusato (poi arrestato nell’aprile 2017, poi ai domiciliari, poi con obblighi) aveva chiesto di avere 4.000 euro e poi aveva ottenuto un’auto, un vecchia Clio del 1998 non usata dalla famiglia: «Era un acconto sulla cifra che io ritenevo giusto dovergli dare. Io avevo paura. Io avevo detto ad amici, non mi ricordo a chi, che Fenici aveva delle armi». Queste parole avevano provocato una perquisizione da parte della guardia di finanza. «Ma io non sapevo se lui avesse davvero le armi». Un gesto di riparazione “morale”, che la difesa di Fenici (avvocato Carlo Valle) legge diversamente dall’estorsione. Il giovane sarebbe stato picchiato due volte da Fenici: la prima volta perché «avevo raccontato che Fenici aveva delle armi e poi perché in una registrazione veniva detto che lui erano uno spacciatore, un borgataro. Ma io non sono tra quelli che parlavano». Valle va più diretto e chiede: i soldi sarebbero stati dati spontaneamente a riparazione delle sue dichiarazioni? «Sì», risponde il testimone. Un’auto che non aveva né bollo né assicurazione e che presentava problemi al motore: «Dissi sì anche alla riparazione ma non sapevo dove prendere i soldi. A casa nessuno lavora».
Che la situazione in quella famiglia fosse disperata lo aveva detto poco prima la madre del giovane: «Avevamo pensato anche di suicidarci». La donna aveva presentato denuncia alla polizia («ma io ero contrario», ha precisato il giovane) e quindi Fenici era stato arrestato per il presunto ricatto. Sentiti altri testimoni, il processo è stato aggiornato a maggio. — P.S.
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