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Grosseto

Edilizia scolastica Sette dirigenti contro la Provincia

Edilizia scolastica Sette dirigenti contro la Provincia

Chiesto un incontro urgente dopo il disimpegno dell’ente «Il rischio sono il numero chiuso o i turni al pomeriggio»

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Sette dirigenti scolastici grossetani, in rappresentanza di tutti gli istituti superiori cittadini, più i presidenti dei consigli d’istituto, hanno tenuto – congiuntamente – una conferenza stampa per chiedere al presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna l’apertura immediata di un tavolo sulle gravi problematiche di edilizia scolastica in vista delle preiscrizioni di gennaio. I toni usati dai presidi – un fronte compatto – sono perentori e, tra le righe della nota diffusa ieri, non si nasconde l’amarezza per il disimpegno e le parole usate di recente dal presidente della Provincia, in una lettera agli stessi dirigenti in cui si parlava di «situazione al capolinea», lasciando trasparire anche una critica al proliferare, negli ultimi anni, di nuovi indirizzi e percorsi formativi, con un crescente bisogno di spazi.

Antonella Baffetti, per il polo tecnologico Manetti-Porciatti (900 studenti), Francesca Dini del Commerciale “Fossombroni (1. 100 studenti), Daniela Giovannini del Polo Bianciardi (1. 100), Gloria Lamioni del Rosmini (1. 200), Patrizia Matini, alla guida del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (400 studenti), Roberto Mugnai del Polo liceale Aldi (1. 100) e Nunzia Squitieri del Leopoldo II di Lorena (1. 450) hanno espresso le loro preoccupazioni di fronte ai giornalisti. «Il rischio – hanno detto Mugnai, Dini e gli altri dirigenti presenti – è quello di impattare profondamente sul percorso scolastico degli studenti che il prossimo anno, e negli anni a venire, frequenteranno gli istituti superiori di Grosseto. Il presidente della Provincia, infatti, ha messo per scritto che in futuro non sarà possibile in nessun modo assicurare nuovi spazi per gli iscritti che non dovessero trovare posto negli attuali ambienti delle scuole, invitando noi dirigenti, nell’ambito dell’autonomia gestionale che ci viene riconosciuta, a trovare le soluzioni. Ecco, noi rispondiamo così: mancando il supporto operativo ed economico della Provincia, dovremo per forza optare per il numero chiuso o i doppi turni, con i pomeriggi a scuola di antica memoria».

Insomma, una prospettiva foriera di disagi e proteste. Preoccupati, ovviamente, anche i rappresentanti dei genitori, i presidenti dei consigli d’istituto: Elisa Romanelli (Polo liceale Aldi), Gianluca Guastini (Leopoldo II di Lorena), Daniela Castiglione (Polo Bianciardi), Sara Franceschetti (Rosmini), Paolo Novelli (Fossombroni) e Dario Bernardini (Polo Manetti-Porciatti). «Abbiamo appreso ciò che sta accadendo – sono parole dei presidenti – e intendiamo fare la nostra parte. Le famiglie dei ragazzi che, dall’anno scolastico 2019 - 2020, si iscriveranno al superiore (o già lo frequentano) devono sapere che, senza un ulteriore impegno della Provincia, si va verso formule come il numero chiuso o i doppi turni. La ricettività degli edifici scolastici è diventata drammaticamente insufficiente ad accogliere il numero di aule necessarie, al punto che già adesso diverse classi vengono scorporate e destinate a istituti diversi. Esistono plessi con tre istituti all’interno. Un disagio organizzativo che fino a oggi abbiamo avallato, in seno ai nostri organi collegiali, perché credevamo figlio di un’emergenza momentanea, ora basta. Certe situazioni non permetteremo che diventino strutturali. Vanno affrontate e risolte nei prossimi mesi».

Il problema, in vista del prossimo anno scolastico, è un eventuale numero di iscrizioni eccedente l’attuale capacità dei plessi a disposizione, che costringerebbe dirigenti e consigli d’istituto a stabilire criteri di selezione – inaccettabili – per l’accesso alle scuole, o addirittura a doppi turni pomeridiani insostenibili per le famiglie e per i ragazzi. —

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