Il Tirreno

Grosseto

SCUOLA 

«Scelte ingiustificate» Causa a una dirigente

Gabriele Baldanzi

I Cobas portano al giudice del lavoro il caso di un’insegnante del Comprensivo 4: «Richieste rifiutate senza motivazioni»

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GROSSETO. La dirigente scolastica del Comprensivo 4 è accusata da un’insegnante e dai Cobas di aver assegnato alcune cattedre senza rispettare una norma che prevede, all’interno della procedura, un ruolo ben preciso del consiglio d’istituto e del collegio docenti, contravvenendo al testo unico delle leggi sulla scuola. E così un’insegnante di scuola materna, attraverso il sindacato, si è rivolta al giudice del lavoro di Grosseto (avvocati Tiziano Checcoli e Daniele Rocchi del foro di Pisa). Ieri si è svolta la prima e unica udienza, davanti al giudice Giuseppe Grosso, e adesso è attesa la sentenza cautelare.

La docente, 31 anni di servizio, da 12 in quel Comprensivo, conosciuta tra i 170 insegnanti colleghi che lavorano in quello stesso istituto, una volta concluso il ciclo di insegnamento, e prima di iniziarne uno nuovo, aveva chiesto un trasferimento interno, in altre sezioni, per poter lavorare con insegnanti che ne completassero le competenze.

Desiderata, sostengono oggi i Cobas, inascoltati. Le sezioni da lei richieste, a settembre, sarebbero state «impropriamente assegnate a maestre che nemmeno le avevano chieste e che nella graduatoria interna stavano dietro».

«La preside non solo ha rifiutato la domanda – dice Giuseppe Follino dei Cobas in una conferenza stampa convocata in tribunale in concomitanza con l’udienza – ma, senza neppure motivare la decisione, ha assegnato l’insegnante (che è anche malata e nel 2017-2018 è stata assente per 110 giorni) all’unica classe antimeridiana, ossia che ospita i bambini solo al mattino, una “destinazione” che la legge vieta nel caso in cui la docente sia part-time, come la nostra iscritta».

Il sindacato lamenta le scelte definite «unilaterali» della preside «e una tendenza a scavalcare gli organi collegiali. L’insegnante – prosegue Follino – è stata chiamata cinque minuti prima della riunione e le è stato comunicato il diniego alla sua richiesta, senza alcuna comunicazione scritta. Eppure i posti c’erano. Dunque si è trattato di una scelta arbitraria, di un comportamento dirigistico».

La docente in questione, presente alla conferenza stampa, ha raccontato della sua malattia, delle difficoltà di relazione con la dirigente, dell’aspettativa senza stipendio presa l’anno passato, per consentire ai bambini di avere una supplente con continuità. È apparsa scossa, provata da questa esperienza, e non esclude di compiere altri passi. «Abbiamo chiesto un primo incontro alla preside il 6 settembre – sottolinea Fabio D’Ubaldo, leader dei Cobas – poi una conciliazione al Provveditorato il 12, di nuovo un incontro alla dirigente a ottobre. Tutto inutile. La preside non ha mai voluto rivedere la sua posizione e adesso il rischio è che si possa creare un disagio ai bambini a metà anno. Noi siamo stati costretti a rivolgerci al Tribunale del lavoro perché è stata perpetrata una palese ingiustizia, in forza di un potere che non esiste declinato in quel modo. Non c’era nulla che potesse ostacolare la richiesta dell’insegnante, se non una volontà discrezionale della preside».

Tutte accuse sulla cui fondatezza, ovviamente, ora dovrà esprimersi un giudice. —

Gabriele Baldanzi

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